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Archivi tag: La Giostra di Dante

L’ULTIMO PONTE

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di Gano

E anche Salvatore ha fatto il volo…
Lo hanno trovato ieri mattina in riva al fiume con indosso la tuta da lavoro, che a lui non serviva più dato che la ditta lo aveva licenziato insieme a una ventina di altri operai con la solita scusa della crisi. La corrente se lo è trasportato per un chilometro e mezzo fuori dal centro abitato, nascondendolo alla vista dei quartieri ricchi della città, perché le storie come quella di Salvatore è meglio dimenticarsele in fretta o non conoscerle affatto… continua a leggere…

PANFILO

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di Gano

Al bar lo chiamavamo Panfilo, non per la sua stazza, dato che era sul metro e settantacinque e ben proporzionato, ma perché aveva sempre avuto manie di grandezza e, anche se non se lo poteva davvero permettere, si era comprato un piccolo motoscafo di cui andava molto fiero… da lì il soprannome, che a lui in principio non piaceva ma che aveva saputo col tempo accettare, come tutto il resto d’altronde. Perché in fondo è sempre stato un buon uomo, anzi, forse un po’ troppo buono per questo mondo. Io lo dico sempre, se si vuol giocare al gioco del Mondo Bastardo, bisogna essere un po’ bastardi dentro, altrimenti si rischia solo di galleggiare nella merda, fino al dannato giorno in cui la nera signora viene a reclamare la tua anima… continua a leggere…

DOVE FINISCE IL NULLA?

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di Jonathan Macini

– “Dove finisce il Nulla? Te lo sei mai chiesto?
Beh, il Nulla ha un suo inizio. Per trovarlo basta scavare in profondità, disseppellire qualche banale convinzione, messa lì dalla nostra coscienza, schermare le illusioni del mondo ed ingoiare la paura. Il Nulla incomincia nella pancia, ed è un varco largo appena pochi atomi, ma ampio abbastanza perché la tua anima filiforme riesca passarvici. Oltre il varco niente delimita il Nulla…
La vita è mera distrazione. Da bambino il gioco prende quasi la totalità della tua attenzione, e le cose non cambiano di certo con l’età adulta, anzi. Quello che cambia è le terminologia, così ci ritroviamo a chiamare il gioco con le parole più fantasiose: lavoro, carriera, amore, famiglia, responsabilità, eccetera, eccetera… Comunque lo chiami rimane sempre gioco, ovvero distrazione.
Esistono solo due cose che non hanno a che fare col gioco: la porta che delimita la nostra vita, formata da due superfici opposte che chiameremo nascita e morte, e l’infinito che ci alberga nel quale risiede il Nulla. Ma quale misera parola per descrivere qualcosa di così immenso… continua a leggere… 

IL MIO VECCHIO AMICO CTHULHU (…e l’arte del diario a racconti)

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Anni fa non riuscivo a capire come mai molti scrittori attingessero dalle loro esperienze personali in fase di composizione. Ho sempre pensato “Ma come, hai la possibilità di mandare alla deriva la tua fantasia ed invece preferisci utilizzare la realtà come base per le tue storie..?” Oggi invece ogni racconto che scrivo nasce inevitabilmente da qualcosa che ho provato, vissuto, visto, sentito o anche semplicemente letto, questo non solo perché le esperienze vissute facilitano la descrizione delle scene e di conseguenza la composizione, ma anche perché diventano in questo modo più mie, non solo in quanto da me scritte ma anche perché in parte vissute. Così, quando mi metto a rileggere i miei racconti, è un po’ come se leggessi il mio diario. Leggi il resto di questa voce

QUANDO SI SPENGONO LE LUCI

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C’è un momento del giorno, anzi della notte, in cui, per come possano andare le cose, immancabilmente mi prende l’angoscia. Normalmente sopraggiunge verso le una, ma di sabato si arriva anche alle due e mezzo. È l’attimo in cui Aldo, proprietario del bar, abbassa le luci. L’ambiente, privo del neon del reparto paste e illuminato vagamente dai frigoriferi per le bibite gassate, perde di quella vitalità di cui si riempie sistematicamente ogni giorno. In quell’istante mi sento braccato, come se le ombre volessero farmi fuori. Così mi scuoto, indosso il cappotto e saluto.
Ma è dura trovare la via di casa.

Gano per 101 Parole

LA FOTO

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di Jonathan Macini

Non riesco a stare fermo, non più. Anche mentre tutto tace, e il respiro del mondo si fa sottile, attutito dallo spessore di queste porte-finestre dai doppi vetri, odo il rintoccare dell’orologio in cucina, lo scorrere inesorabile della giornata. Prigioniero di quattro mura e di un accesso alla rete, mi trascino davanti allo schermo e allungo lentamente la mano verso il comando di accensione… continua…

UN NATALE COI FIOCCHI

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di Gano

Io al calendario non ci bado, almeno che non ci si avvicini al Natale, perché quello è un periodo molto delicato, non solo per via delle bollette del gas, che casomai a qualche poco di buono gli venisse in mente di tagliarti la fornitura prima del 25 ti tocca a fare tutte le feste all’addiaccio. Mi ricordo l’inverno di due anni fa… una tragedia. Vi dicevo, a parte il problema del gas, il periodo è delicato per via delle emozioni.
Le emozioni degli uomini come il Gano son nascoste sotto uno spesso strato di sofferte esperienze, ed affiorano solamente in occasioni particolari… continua a leggere

IL PRETE

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Inedito incompiuto di Jonthan Macini e Jack Lombroso, estratto dal libro: John & Jack

Quanto tempo mi rimane? Quanto tempo ci è rimasto?
La porta del tempio resta chiusa, mentre la luce pomeridiana penetra attraverso i mosaici sacri. Neanche un fedele bisognoso del caldo abbraccio di nostro signore, della vergine Maria che ci osserva da sopra il tabernacolo di marmo. Anche loro si sono accorti che non ci è rimasto più tempo?
Ma no, è che sono troppo impegnati, o troppo alla deriva. Sono mesi ormai che le effigi degli angeli e dei santi non trovano la via verso un’anima in pena, non riscaldano gli inginocchiatoi sempre più freddi, non versano lacrime di luce per rallegrare il cuore di un povero cristo.
Oltre la dura pietra delle pareti del tempio si odono le violenze di una città perduta. Sirene, spari, urla… se mai è esistito un dio degli uomini, deve essersene andato in vacanza da tempo. Ha lasciato sulla terra gli ingenui e gli sciocchi a continuare un lavoro inutile, ed io sono uno di questi… continua…

IL DRAGO CHE AVEVA PAURA DEL FUOCO

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di Aeribella Lastelle

C’era una volta un drago, grosso come una collina e rosso come il sole al tramonto. A differenza dei suoi simili, che amavano fare razzie e bruciare villaggi, lui se ne stava nella sua grotta, lontano dagli affari degli uomini. Usciva di rado e solo per cacciare.
Un giorno un cavaliere entrò spavaldamente nella sua tana… continua…

LA TITTA

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La Titta si spogliò al lume della vecchia e sbilenca abat-jour del comò. Le ombre le nascondevano caritatevolmente le smagliature e le vene varicose. Vista di lato pareva ancora una leonessa, come a bei vecchi tempi…
– Gano, ti ricordi la prima volta che l’abbiamo fatto?
Io da sotto il lenzuolo ammiccai. – Certo, Tittina. Al pratone… La guardia giurata ci beccò sul più bello…
Poi si sfilò il reggipetto e si sdraiò accanto a me.
– Quanti anni son passati?
– Non pensarci piccola, vieni qui…
Da fuori ci arrivò la sirena di un’ambulanza, ma era ancora distante. Molto distante…

La Giostra di Dante e  101 Parole

LA BALLERINA

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Girava, saltava, si contorceva soltanto per me. In sogno veniva a trovarmi ogni volta che che lasciavo le porte della mente spalancate. Questo succedeva di solito quando non ne potevo più dell’ufficio e me ne andavo in campagna, a casa di Guglielmo. Lui mischiava fiori esotici a radici campestri. La tisana faceva rilassare ed apriva la mente, a quanto diceva il mio amico, ed allora arrivava la ballerina.
Potevo distinguere un arco dietro di lei, e più oltre una scura foresta. Sapevo che la foresta significava qualcosa di definitivo, ma non specificatamente qualcosa di brutto.
“Intratteniamoci insieme, fino a quando durerà…”

Jonathan Macini per La Giostra di Dante101 Parole

Illustrazione di Charles Huxley

IL PECCATO TRA LE RIGHE

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È uscita in libreria una selezione di racconti e poesie erotiche di un concorso lanciato su Facebook dalla casa editrice Edit@, “Il Peccato tra le Righe”. Tra gli autori selezionati compare anche Jonathan Macini con il suo breve racconto “Spegni la Luce”. Qui la pagina del progetto su FBcontinua a leggere…

AGGIORNAMENTO DAI BLOG

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CONSIGLI D’ASCOLTO – Mike Patton: Mondo Cane

GIRI DI GIOSTRA – Felice accanto al Gano e Giochi di Guerra

LIBRI – Pubblicazione del libro “Bionda Naturalmente”

ULTIMI INTERVENTI…

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Ultimo post su Storie di Ruolo: La Rivalsa dei Giochi da Tavolo e di Ruolo

Ultimo post su The Colony of Slipperman: Riverside Live – Tilburg 23/4/2010

Ultimo post della Giostra di Dante: Poena di Jonathan Macini

LA MANTIDE RELIGIOSA

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A distanza di quasi due anni dal primo giro di giostra, ho deciso di rinnovare le pagine di questo progetto di scrittura creativa e di farne un blog. Tutte le opere firmate dagli autori immaginari che partecipano a questo gioco sono state riportate su questa piattaforma. Se volete partecipare al progetto, leggete il regolamento e scrivetemi a: info(at)willoworld.net

Per innaugurare questo nuovo giornale virtuale, Gano, il poesta ubriacone, ci ha regalato un nuovo racconto dal fantastico mondo del bar. Buona lettura.

LA MANTIDE RELIGIOSA
di Gano

All’anagrafe risultava col nome di Romolo Bertani, ma al bar tutti lo chiamavano Romoletto per via dei suoi dignitosissimi 161 centimetri di statura. Dopo vent’anni le battute si erano esaurite, ma c’era ancora chi ci provava. A Romoletto non dispiaceva, anzi, prendersi poco sul serio era la sua forza. Ma il suo cruccio non era la statura, erano le donne, problema non da poco e decisamente molto comune… continua…

RIGENERATORE DI SANITÀ

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di Jonathan Macini

Arrancai verso il deck, le gambe gelatinose e la bava alla bocca. Non ricordavo l’orrore che mi si era presentato, trasformandomi in una sottospecie di ameba paglierina. Solo l’odore di cordite sulle mie dita giustificava le ricariche vuote dello shotgun. Quella cosa, la cui immagine aveva scavato nella mia mente estirpando ogni radice della ragione, doveva aver assaggiato un bel po’ di piombo.
Accesi il processore e afferrai lo spinotto. Indeciso se cercare il plug-in dietro l’orecchio o infilzarmelo nell’occhio destro, scelsi la prima opzione. Il programma iniziò subito a ripristinare i collegamenti tranciati.
Sentii rifluirmi dentro la sanità mentale perduta.

101 Parole

IL LUNGO INVERNO

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Sorseggio distrattamente un tè al gelsomino addolcito con una punta di miele d’acacia, per ammazzare il freddo che mi si è infilato nelle ossa. Sono rientrato in casa da poco. È mattina presto ed in veranda ho dato di sfuggita un’occhiata al termometro, che anche oggi se ne rimarrà abbondantemente sotto lo zero. L’inverno non ne vuole sapere di finire. L’inverno al nord è troppo lungo, e se non ci sei abituato ti può prendere uno sbalzo di liquidi, come dice il dottore. Gli sbalzi di liquidi, facile dare la colpa a loro. Chissà come se la riderebbe Nynke, se fosse qui. Ma lei non c’è… non c’è più… continua…

LA FILOSOFIA DEL CALCIO SECONDO IL CARRAI

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Non sono mai stato uno sportivo, anche se devo ammettere che il tennis è un bello spettacolo; pulito e preciso, un gioco di linee e rimbalzi, dritti e rovesci che ha tutta una sua musica. Se poi è giocato dalle signore, con quei loro completini corti, candidi come le confezioni dei confetti, allora ci puoi perdere anche un paio d’ore davanti al maledetto schermo, con la Vecchia Romagna a farti compagnia, la boccia s’intende… Ma il calcio proprio non mi è mai andato giù, per due ragioni in particolare; primo, la versione al femminile praticamente non esiste, secondo, perché non sono mai riuscito a capire come cavolo funziona quel maledetto fuorigioco… continua…

ROSSO NATALE

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La vigilia di natale mi vesto di rosso, per via delle macchie…
Mi metto il cappello con le campanelle, la barba finta, con quei fastidiosi pilucchi che mi entrano in bocca e mi fanno sputare, gli stivali alti foderati di pelliccia e alle otto di mattina incomincio il giro della città. La stazione dei treni, quella degli autobus, la via dei negozi con tutte le lucine accese, il centro commerciale, la piazza della chiesa, dove mi metto a disposizione di chi vuole scattare qualche foto, e poi di nuovo a camminare per il centro storico, perché col freddo che fa non ci si può permettere di rimanere fermi.
A metà mattinata mi faccio un panino grazie agli spiccioli rimediati dai turisti… continua…

LA FACCENDA DELLA STIRERIA

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Davanti a questo foglio bianco voglio una volta per tutte chiarire la misteriosa faccenda della stireria, che col passare del tempo si è trasformata in una storia di cattivo gusto che al bar, ma ormai anche in tutto il quartiere, sta lentamente pregiucando la mia reputazione. Ora, non c’è bisogno di tante introduzioni, il Gano lo conoscono tutti e solo chi c’ha da la coda di paglia può affermare che io non sia una persona di parola. Non ho peli sulla lingua, forse ce n’ho qualcuno nel culo, ma quelli servono per tenere alla larga i manganelli di carne. Ed è esattamente di questo che vi voglio parlare… continua…