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Archivi tag: Jonathan Macini

DOVE FINISCE IL NULLA?

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di Jonathan Macini

– “Dove finisce il Nulla? Te lo sei mai chiesto?
Beh, il Nulla ha un suo inizio. Per trovarlo basta scavare in profondità, disseppellire qualche banale convinzione, messa lì dalla nostra coscienza, schermare le illusioni del mondo ed ingoiare la paura. Il Nulla incomincia nella pancia, ed è un varco largo appena pochi atomi, ma ampio abbastanza perché la tua anima filiforme riesca passarvici. Oltre il varco niente delimita il Nulla…
La vita è mera distrazione. Da bambino il gioco prende quasi la totalità della tua attenzione, e le cose non cambiano di certo con l’età adulta, anzi. Quello che cambia è le terminologia, così ci ritroviamo a chiamare il gioco con le parole più fantasiose: lavoro, carriera, amore, famiglia, responsabilità, eccetera, eccetera… Comunque lo chiami rimane sempre gioco, ovvero distrazione.
Esistono solo due cose che non hanno a che fare col gioco: la porta che delimita la nostra vita, formata da due superfici opposte che chiameremo nascita e morte, e l’infinito che ci alberga nel quale risiede il Nulla. Ma quale misera parola per descrivere qualcosa di così immenso… continua a leggere… 

IL MIO VECCHIO AMICO CTHULHU (…e l’arte del diario a racconti)

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Anni fa non riuscivo a capire come mai molti scrittori attingessero dalle loro esperienze personali in fase di composizione. Ho sempre pensato “Ma come, hai la possibilità di mandare alla deriva la tua fantasia ed invece preferisci utilizzare la realtà come base per le tue storie..?” Oggi invece ogni racconto che scrivo nasce inevitabilmente da qualcosa che ho provato, vissuto, visto, sentito o anche semplicemente letto, questo non solo perché le esperienze vissute facilitano la descrizione delle scene e di conseguenza la composizione, ma anche perché diventano in questo modo più mie, non solo in quanto da me scritte ma anche perché in parte vissute. Così, quando mi metto a rileggere i miei racconti, è un po’ come se leggessi il mio diario. Leggi il resto di questa voce

LISA

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Lisa mi disse che aveva un altro uomo la sera dello scorso 13 febbraio. È passato quasi un anno da allora e adesso mi sento molto meglio. Sto addirittura pensando di incominciare un’altra relazione seria, forse con Paola, perché ci intendiamo bene su molti fronti.
Con Lisa ci sono stato insieme cinque anni. Nessuna prima di allora aveva conquistato il mio cuore come ci era riuscita lei, ma di questo me ne sono accorto solo dopo, coltivando una strana mancanza, un’insana assuefazione che non avrei mai pensato potesse colpirmi. Fino a quel 13 di febbraio non c’erano state avvisaglie. Tutto è esploso in un attimo; la fine della nostra storia, dei nostri progetti, ma anche la terribile rivelazione di sentirmi completamente perduto senza di lei. Io che mi ero sempre mantenuto all’erta dalle relazioni asfissianti, io che avevo troncato già tre rapporti seri per evitare coinvolgimenti emotivi incontrollabili, di colpo mi è venuto a mancare il terreno sotto i piedi… e così sono caduto. Ma né io né lei potevamo sapere che sarei caduto così in basso da arrivare a udire i sussurri dei miei mostri più infimi… continua a leggere…

LA FOTO

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di Jonathan Macini

Non riesco a stare fermo, non più. Anche mentre tutto tace, e il respiro del mondo si fa sottile, attutito dallo spessore di queste porte-finestre dai doppi vetri, odo il rintoccare dell’orologio in cucina, lo scorrere inesorabile della giornata. Prigioniero di quattro mura e di un accesso alla rete, mi trascino davanti allo schermo e allungo lentamente la mano verso il comando di accensione… continua…

IL PRETE

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Inedito incompiuto di Jonthan Macini e Jack Lombroso, estratto dal libro: John & Jack

Quanto tempo mi rimane? Quanto tempo ci è rimasto?
La porta del tempio resta chiusa, mentre la luce pomeridiana penetra attraverso i mosaici sacri. Neanche un fedele bisognoso del caldo abbraccio di nostro signore, della vergine Maria che ci osserva da sopra il tabernacolo di marmo. Anche loro si sono accorti che non ci è rimasto più tempo?
Ma no, è che sono troppo impegnati, o troppo alla deriva. Sono mesi ormai che le effigi degli angeli e dei santi non trovano la via verso un’anima in pena, non riscaldano gli inginocchiatoi sempre più freddi, non versano lacrime di luce per rallegrare il cuore di un povero cristo.
Oltre la dura pietra delle pareti del tempio si odono le violenze di una città perduta. Sirene, spari, urla… se mai è esistito un dio degli uomini, deve essersene andato in vacanza da tempo. Ha lasciato sulla terra gli ingenui e gli sciocchi a continuare un lavoro inutile, ed io sono uno di questi… continua…

LA BALLERINA

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Girava, saltava, si contorceva soltanto per me. In sogno veniva a trovarmi ogni volta che che lasciavo le porte della mente spalancate. Questo succedeva di solito quando non ne potevo più dell’ufficio e me ne andavo in campagna, a casa di Guglielmo. Lui mischiava fiori esotici a radici campestri. La tisana faceva rilassare ed apriva la mente, a quanto diceva il mio amico, ed allora arrivava la ballerina.
Potevo distinguere un arco dietro di lei, e più oltre una scura foresta. Sapevo che la foresta significava qualcosa di definitivo, ma non specificatamente qualcosa di brutto.
“Intratteniamoci insieme, fino a quando durerà…”

Jonathan Macini per La Giostra di Dante101 Parole

Illustrazione di Charles Huxley

IL PECCATO TRA LE RIGHE

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È uscita in libreria una selezione di racconti e poesie erotiche di un concorso lanciato su Facebook dalla casa editrice Edit@, “Il Peccato tra le Righe”. Tra gli autori selezionati compare anche Jonathan Macini con il suo breve racconto “Spegni la Luce”. Qui la pagina del progetto su FBcontinua a leggere…

RIGENERATORE DI SANITÀ

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di Jonathan Macini

Arrancai verso il deck, le gambe gelatinose e la bava alla bocca. Non ricordavo l’orrore che mi si era presentato, trasformandomi in una sottospecie di ameba paglierina. Solo l’odore di cordite sulle mie dita giustificava le ricariche vuote dello shotgun. Quella cosa, la cui immagine aveva scavato nella mia mente estirpando ogni radice della ragione, doveva aver assaggiato un bel po’ di piombo.
Accesi il processore e afferrai lo spinotto. Indeciso se cercare il plug-in dietro l’orecchio o infilzarmelo nell’occhio destro, scelsi la prima opzione. Il programma iniziò subito a ripristinare i collegamenti tranciati.
Sentii rifluirmi dentro la sanità mentale perduta.

101 Parole

IL LUNGO INVERNO

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Sorseggio distrattamente un tè al gelsomino addolcito con una punta di miele d’acacia, per ammazzare il freddo che mi si è infilato nelle ossa. Sono rientrato in casa da poco. È mattina presto ed in veranda ho dato di sfuggita un’occhiata al termometro, che anche oggi se ne rimarrà abbondantemente sotto lo zero. L’inverno non ne vuole sapere di finire. L’inverno al nord è troppo lungo, e se non ci sei abituato ti può prendere uno sbalzo di liquidi, come dice il dottore. Gli sbalzi di liquidi, facile dare la colpa a loro. Chissà come se la riderebbe Nynke, se fosse qui. Ma lei non c’è… non c’è più… continua…

ROSSO NATALE

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La vigilia di natale mi vesto di rosso, per via delle macchie…
Mi metto il cappello con le campanelle, la barba finta, con quei fastidiosi pilucchi che mi entrano in bocca e mi fanno sputare, gli stivali alti foderati di pelliccia e alle otto di mattina incomincio il giro della città. La stazione dei treni, quella degli autobus, la via dei negozi con tutte le lucine accese, il centro commerciale, la piazza della chiesa, dove mi metto a disposizione di chi vuole scattare qualche foto, e poi di nuovo a camminare per il centro storico, perché col freddo che fa non ci si può permettere di rimanere fermi.
A metà mattinata mi faccio un panino grazie agli spiccioli rimediati dai turisti… continua…

STORIE DI NATALE

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10 piccole storie da leggere sotto l’albero. Un e-book scaricabile gratuitamente della Edizioni Willoworld

L’ARTE DEL REGALO

Questo e-book nasce come un regalo, anche se forse non lo è… In fondo quest’opera è priva di costo, di conseguenza è possibile chiamare regalo una roba priva di valore? Eppure esistono cose che non hanno prezzo, e di solito sono le più preziose… Leggi il resto di questa voce

IL PICCOLO TOBIAS

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IL PICCOLO TOBIAS
Di Jonathan Macini

La mamma del piccolo Tobias era diversa quella sera. Se n’era rimasta tutto il pomeriggio a fissare la TV sintonizzata su un canale morto, due vacui occhi ancorati al tremolante nevischio grigio.
Tobias giocava tranquillo con i treni sul tappeto rosso del soggiorno. Quando sua madre gli disse di mettersi il pigiama gli sembrò la cosa più naturale del mondo. Lei gli avrebbe rimboccato le coperte e, prima di spengere la luce, dato un bacio sulla fronte.
La sua testolina non ebbe il tempo di spiegarsi perché quella sera sua madre, invece di augurargli la buonanotte, gli infilò le forbici negl’occhi.

101 PAROLE

Leggi anche: Le Politiche e L’Unicorno

NOTIZIE DAL MONDO (La Leggenda degli Astromanti Atto III)

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Giunsero i nomadi con i cammelli e le tende multicolori. Si accamparono sotto una duna di sabbia, a un tiro di sasso dalla torre. Uno di loro, bruno e coi capelli raccolti, chiese di poter utilizzare l’acqua del pozzo.
«Quali notizie porti dal mondo?» domandò Tielsin.
«È stata una buona annata per i villaggi» rispose il nomade mentre riempiva alcune bisacce.
«E le dieci città?»
L’uomo bruno si fermò e guardò il cielo.
«Nessuna notizia…»
«Ma…» lo incoraggiò l’Astromante.
«Tra di noi vive una Sognatrice. Da mesi percepisce il malcontento… La gente laggiù non è felice.» Poi tornò sui suoi passi.

Leggi La Leggenda degli Astromanti

LEGGI ANCHE: Dottor Jacob

CLARISSA

Clarissa

La notte che uccisi Clarissa scoprii l’irresistibile fascino della morte. Ma prima di raccontarti questa storia, mia cara lettrice, desidero che tu conosca una grande verità: più ti è vicina la persona reclamata dalla nera signora, più meravigliosamente profondo è l’abisso in cui la tua anima vorrebbe abbandonarsi.
L’omicidio di Clarissa incominciò per gioco. Glielo dissi pure, mentre possedevo il suo corpo minuto e spigoloso sul tavolo della cucina. Nella luce morbida degli spot, ricordo i suoi seni appena accennati, come quelli di una tredicenne, la sua bocca vorace, i suoi occhi con quel taglio vagamente orientale, sopra un nugolo di deliziose lentiggini.
“Vienimi dentro!” mi urlò. Ed io, trascinato dall’onda irrefrenabile dell’orgasmo, le risposi “Prima o poi ti uccido, Clarissa!… continua…

LE ULTIME 404 PAROLE

Ecco il vento, quello un po’ più fresco, che viene dal nord e profuma di sempreverdi. Il salmastro è già un ricordo nei primi giorni di settembre… continua…

Quando la mente dell’uomo è in balia della quotidianità e delle sue false promesse, la chiamata della nera signora diventa la più potente delle calamite… continua…

Dal Freddy si mangia la trippa come da nessun’altra parte. Naturalmente ci vuole un fiasco di vino per mandarla giù… continua…

«C’era una volta un sasso…»
«Ma no, non una storia sui sassi, ti prego. Inventati quello che ti pare ma non una storia sui sassi… continua…

UNA TERRIBILE ESTATE

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Questo é il primo racconto epistolare che é uscito fuori dal progetto Epistolaria, presentato in questi ultimi giorni e visionabile a questa pagina. I giochi s’incrociano tra loro, come sempre, ed ecco allora che rifanno capolino due grandi autori della Giostra di Dante: Jack Lombroso e Jonathan Macini. Leggete anche il loro romanzo breve Il Seme dell’Odio.

UNa terribile estate

UNA TERRIBILE ESTATE
di Jack Lombroso e Jonathan Macini

New Orleans, 1922

Domenica 13 Agosto

Caro Teodor,

sono già passati quattro mesi dalla mia partenza da Chicago e trovo finalmente tempo per scriverti. New Orleans è calda e appiccicosa e questa condizione sembra riversarsi anche sull’ambiente che mi circonda. Ogni cosa, case, strade e persone hanno le sfumature dell’ambra, come se tutto fosse ricoperto di miele; mi pare ormai di sentirne perfino l’odore nell’aria. Siamo ancora in America ma il grigiore di Chicago ha lasciato posto a colori e suoni quasi caraibici.
Ho preso residenza in una casa in periferia della città, vicino alle abitazioni della comunità nera. È un grande edificio a due piani, completamente in legno e davanti all’ingresso corre una veranda con le scalette. Ci ho sistemato un vecchio tavolino a tre zampe che ho trovato in una stanza semivuota e una poltrona a dondolo scricchiolante che accompagna i miei drink al tramonto… continua…

IL CASO LESTER ROBERTS

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Lester Roberts, il caso più assurdo che mi sia mai capitato!
C’era qualcosa di strano nel rapporto dell’autopsia. Lo dissi al tenente, ma lui mi guardò sbieco. “Vai a farti fottere, Morgan!”
Ma insistetti su quella strada, perché sentivo che era quella giusta.
Dopo quattro giorni di menate burocratiche riesumarono il corpo. Quando aprirono la bara ero lì, come un bimbo davanti a un uovo di cioccolato.
“Che diavolo ti aspetti di trovare?” domandò il sergente.
“Questo!” risposi io, indicando dei graffi sotto il coperchio.
Lester Roberts, sepolto vivo per l’errore di un dottore, aveva inciso il nome del suo assassino.

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LUCY

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Non avevo mai creduto al diavolo, almeno fino al giorno in cui la lasciai. Lucy si chiamava. Come le altre incominciò a tormentarmi con gli sms.
“Usciamo domani?”
“Dove sei?”
“Chiamami!”
A me ne bastò uno per chiudere il discorso. “È stato bello, piccina…”
Ma ero io l’illuso.
Venne a trovarmi in sogno, accompagnata dal demonio. Mi disse che se non tornavo da lei potevo dire addio alla mia anima. Anche se non frequento le chiese alla mia anima ci tengo…
Come è finita? Splendidamente!
Ci siamo sposati, abbiamo due bellissimi figli e un mutuo da saldare in vent’anni.
Maledetto demonio!!!

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LA LEGGENDA DI UDRIEN e altre fantastiche storie

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Per augurare a tutti i visitatori dei siti del circuito Willoworld una felice estate, ho raccolto in questo e-book tutti i racconti prettamente fantasy presentati negli ultimi due anni. Una pubblicazione unicamente in formato digitale, scaricabile gratuitamente a questo link. Sbattevela nel vostro laptop da spiaggia, o se siete davverio avanti, nel vostro e-book reader. Magari ve la leggete sotto l’ombrellone!

Andate a visitare la pagina ufficiale del libro, con tanto di introduzione al progetto e indice dei racconti. La copertina (bellissima) é del solito Charles Huxley.

Tutti i siti di Willoworld.net non verranno aggiornati nelle prossime settimane causa ferie meritatissime! Nel frattempo mi auguro che i miei amici Silenti si facciano vivi.

Cogliete l’opportunitá di visitare tutti progetti in corso, le pagine (che sono tantissime) e le altre pubblicazioni delle Edizioni Willoworld.

Buona Estate!

LO SPETTACOLO DI SPYRA PER IL CAOS

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Spyra

Un demone l’aveva ribattezzata Spyra, e quello era adesso il suo nome. La via oscura parrebbe la più facile, ma sono molti i sacrifici che attendono colui che desidera entrare nella cerchia dei prescelti, e guardare oltre il velo dell’oblio, là dove la morte muore e qualcosa di orribile ed eterno incomincia… continua...