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Archivi tag: Giulia Tesoro

IL RAGAZZO E LA STRADA

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Le giostre andavano avanti come sempre avevano fatto. C’era stato un periodo di crisi negli ultimi due anni, ma con qualche rinnovamento alle attrezzature le cose adesso sembravano avere ripreso. La vita dietro alle quinte del mio Luna Park era sempre la stessa. Si viveva con la gente, in mezzo alla gente, si cercava ogni giorno di capirne le voglie, di interpretarne le idee, di immedesimarsi nel bisogno di tutti di tornare bambini… continua…

LE REGOLE SOCIALI

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L’interminabile corridoio dal pavimento di piastrelle chiare e lucide lasciava intravedere, lungo i muri a destra e a sinistra, due serie di porte grigie posizionate in maniera regolare e simmetrica tra loro, e la sala d’attesa a quegli uffici, ricavata mediante batterie di sedie collegate tra di loro e poste in quattro o cinque file uniformi nella larga sala che fronteggiava il corridoio stesso, era piena a metà di persone che attendevano pazienti il proprio turno… continua…

L’UOMO DI CASA

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Era da quando aveva compiuto otto anni che la nonna aveva iniziato a rivolgersi a lui dicendo: “ecco il mio ometto…”; oppure: “eccolo qua il nostro uomo di casa…”; e Robertino quelle volte si era sentito ancora più timido di come era davvero, non all’altezza, tanto da arrossire e abbassare i suoi occhi, nonostante gli piacesse da matti sentirsi grande, importante, o forse anche proprio per questo… continua….

L’INERZIA

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INERZIA

Illustrazione di Giulia Tesoro – Vedi altri lavori

INERZIA
di Bruno Magnolfi

Alterando quasi tutte le percezioni dei sensi, la febbre aveva dato il suo apporto stravagante alle cose. Lui barcollando si era alzato dal letto per bere un po’ d’acqua, in realtà solo perché odiava farsi fare l’iniezione rimanendo sdraiato… continua…

SOLO UNA ROSA

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Solo un Rosa

Illustrazione di Giulia Tesoro – Altri lavori

SOLO UNA ROSA
di Bruno Magnolfi

Vendere fiori non sempre era semplice. Si doveva avere un sorriso per tutti, come il commercio al dettaglio spesso richiede, però c’erano anche clienti che portavano i fiori sopra a una tomba, altri che invece omaggiavano i vivi, che facevano la corte a una donna, c’era chi festeggiava una nascita, o chi andava a una festa per un compleanno, e chi a un matrimonio. Poi c’erano quelli che amavano i fiori, indipendentemente da tutto, e in casa propria ne riempivano un vaso ogni giorno, e infine coloro dei quali non si capiva quale ragione ci fosse per spingerli lì… continua…

L’attillato (proseguo de “Gli amanti della fine del Giorno)

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L'attillato

Illustrazione di Giulia Tesoro – Altri lavori

L’ATTILLATO
di Bruno Magnolfi

L’angoscia si era diffusa dentro di me giorno dopo giorno. Senza neanche sapere perché, mi ritrovavo a tremare, a stringere le ginocchia tra le braccia, a mettermi le mani dentro ai capelli, certe volte anche a piangere. Spesso desideravo con tutto me stesso che arrivasse qualcuno o qualcosa ad interrompere una situazione così negativa, anche se sentivo nel profondo che era impossibile… continua…

IL DIAVOLO + LIBERO

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Il Diavolo

Illustrazione: “Il Diavolo” di Giulia Tesoro – Altri Lavori

LIBERO
di Bruno Magnolfi

La posizione che ho dovuto assumere nel letto è scomodissima. La cinghia attorno alle braccia mi ha quasi tagliato la carne, e il dolore nella schiena, che non posso muovere neppure di un millimetro, mi impedisce di chiudere gli occhi nonostante l’iniezione di tranquillante. Non li capisco questi infermieri, si sono arrabbiati con me solo perché me la sono fatta addosso. E’ normale, cosa devo fare? Mi hanno gonfiato di botte e mi hanno lasciato nudo sul materasso umido: unica accortezza, mi hanno coperto fino alle spalle con un lenzuolo, che non si veda niente, che tutto appaia normale, e invece sono loro che non riescono a vedere oltre il proprio naso… continua…

ROSI E NIENT’ALTRO

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ROSI E NIENT’ALTRO di Bruno Magnolfi

Illustrazione di Giulia Tesoro

Avevamo trascorso un lungo periodo cercando lo scopo e le soluzioni da definire. La direzione strategica poi mi aveva assegnato a quella città del Nord, e di quei compagni iniziali con i quali avevo trascorso i primi tempi di clandestinità non avevo avuto più alcuna notizia. Eravamo tre adesso, e ci si era conosciuti nello snodo della metropolitana, un posto pieno di gente nella fascia oraria che avevamo pattuito. Si era finto di osservare con interesse una vetrina, guardandoci a lungo senza farci notare. Io ero l’unica donna. Abitavamo tre appartamenti differenti, e si era scelto di vedersi solo una volta a settimana, in luoghi e giorni sempre differenti. Quando iniziammo a spiare le mosse e le abitudini dell’obiettivo designato, ci vedemmo più spesso. In pubblico non parlavamo mai tra noi: ci scambiavamo furtivamente dei foglietti con su scritte le idee e le piccole personali decisioni. Tutto il resto ci arrivava nella cassetta per la posta con una scrittura in codice. Dei miei compagni conoscevo solo i nomi di battaglia: Frenchi e Lesli. Per me avevo scelto Rosi. In tutto quel periodo di solitudine forzata avevo iniziato a ripensare a tante cose: mi era preso anche il desiderio struggente di telefonare alla mia mamma, poi l’avevo cancellato. Spesso mi divertivo a ricordare i miei capricci da bambina. Non c’era mai un vero e proprio motivo per intestardirsi su qualcosa che desideravo per me o che volevo gli altri facessero. Era una prova a cui sottoponevo chi mi era vicino per misurare i loro sentimenti. Superata quella mi sentivo dolce e affettuosa con tutti. Forse non ero cambiata molto crescendo… continua…

LA NATURA PERDUTA

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Dalla cima della collina non si vedeva un gran panorama, giusto il paese lungo la strada che si snodava su un fianco, con i suoi tetti rossicci, e alcune altre colline grigie e sfumate proprio davanti. Però il senso di libertà che si respirava là sopra, lui non avrebbe proprio saputo dove altro trovarlo, e questo concetto era quello che nella sua mente aveva da sempre giustificato la sua scelta di fondo. Certo, c’erano stati momenti di crisi in tutti quegli anni, durante i quali aveva pensato perfino di smettere, di cercarsi un mestiere diverso, dipendente presso una ditta, per esempio, come altri in paese facevano, invece di continuare a tagliare alberi e boschi in solitudine per farne legna da ardere… continua…