Feed RSS

Archivi tag: Dario de Giacomo

TAUTOGRAMMI PARTE 1

Inserito il

Qualche giorno fa Dario ha lanciato sulla community di Rivoluzione Creativa una simpatica sfida di composizione. Si chiamano “Tautogrammi” ovvero testi in cui tutte le parole iniziano con la stessa lettera; le soluzioni lessicali obbligate dal forte vincolo risultano spesso creative ed esilaranti. E difatti i risultati non si sono fatti mancare, perchè le menti di R.C. sono dei frullini inarrestabili.

Eccone qui la prima selezione. Buona lettura e buon divertimento!

MALEDIZIONE MORTALE
di Dario de Giacomo

Maledetti mascalzoni!
Mentre mi malmenavano malamente,
menavo malrovesci minacciosi.

Ma morii miseramente,
molto malato,
manifestando malesseri meschini.

Mi meritavo male?
Mistero!
Muoio meditando:
manderò molti mali.

Malnati maledetti,
moriranno
mentre mangeranno,
masticando malattia:
morso mortale.

Merda!
Leggi il resto di questa voce

SC O P P I A M I D E N T R O

Inserito il

Nel buio nebbioso che si alza tra queste pietre antiche distinguo la sua forma di donna: rannicchiata all’angolo del letto dorme e sorride. La guardo. Un lampo sibila nel volo dei corvi e la sveglia. Mi sorride ancora. Il suo sapore affiora ovunque, deglutisco forte annusando la sua intimità a fior di pelle. E’ notte alta… continua…

OGGETTI SENZA SOGGETTI

Inserito il

Qualche volta mi accade di essere risucchiato in una stanchezza deprimente.
Allora lascio la presa sui miei pensieri, che ne approfittano immediatamente, dileguandosi ognuno per suo conto, come i servi infedeli appena il padrone si allontana da casa… continua a leggere…

QUANDO HANNO ABBATTUTO IL PONTE…

Inserito il

Dietro di sé il narratore ha uno specchio,
che lo riflette nell’atto di scrivere.
(Jack il ventriloquo)

Quando hanno abbattuto il ponte io non c’ero. Al ritorno da un viaggio al suo posto ho trovato un buco riempito d’aria. Ma questo lo so perché l’ho sentito in treno, dicevano che avevano demolito il ponte della ferrovia, quello che divide via Oberdan in due. Mi chiedo dove passa il treno ora: mi faccio sempre un mucchio di domande così… continua…

LA MEMORIA DEL SASSO

Inserito il

Mi accade così, all’improvviso, di scoprire che la mia casa è un museo di stili scadenti, eppure è ancora familiare, ma opprimente come un abbraccio decrepito.
Poi il buio tracima nelle stanze e avverto la presenza della mia donna.
– Non ho fatto niente io.
Quelle parole di Milena naufragano ad intermittenza sulla mia esasperazione… continua…

L’UTILITÁ E IL DANNO DEL BIDET PER LA VITA

Inserito il

“Chi non sa sedersi sulla soglia dell’attimo, dimenticando tutto il passato, chi non sa stare ritto su un punto senza vertigini e paura come una dea della vittoria non saprà mai cos’è la felicità, e peggio ancora non farà mai qualcosa che rende felici gli altri.” (Nietzsche)

– È bellissimo. Vero? – ci stringiamo attorno a quella culla, spalla a spalla nell’ambiente angusto e caldissimo, con occhi intenti. È arrivato oggi, da pochi minuti e, siamo ancora increduli e indecisi. È nelle occasioni solenni che la famiglia si stringe come un pugno. Oggi siamo qui e ci siamo ritrovati proprio tutti… continua…

ANONIMO DILUIRSI NELLA FELICITÁ DI TE

Inserito il

Se vivi nascosto da sempre, sognando gli artigli della fiera,
avvertirai il disfarsi di tutti gli attimi di vita,
e nessuna massa montante di parole
arginerà la piena… continua…

IL VENTO NON URLA

Inserito il

IL vento non urla

Farina bianca di sacco disegna le impronte del vento, fino al margine del bosco insegna le tracce. Notte, facciate anonime di notte, sferzate da violenza e grigiore e calcestruzzo, a secchi sul giorno che muore.
Fatica e dolore, dolore di passi pesanti, impediti da mulini di vento.
La mia finestra, cerchio di luce sul buio più fitto, è impenetrabile al vento… continua…

MADONNA DI STRADA

Inserito il

MADONNA DI STRADA

Sul mio corpo ruderale non cresce l’erba. Con questa consapevolezza, stamattina, mi sono insinuato di nuovo nei vicoli stretti di una città qualsiasi affacciata sul mare.
Dentro ho l’ansia furiosa che cerca madonne antiche, di cappella in cappella, per strappare una grazia… continua…

LA STORIA DI JACK IL VENTRILOQUO

Inserito il

papaveri

Ho scoperto che Jack il ventriloquo vive una vita normale. Che poi, pensaci!, non vuol dire proprio un cazzo di niente. Quanto vivi tra la gente, vivi sempre una vita normale, a modo tuo. Bene! Jack la vive proprio così la sua vita, ma parla con la pancia. Lui dice che parlare con la pancia gli fa male, che in ogni caso è peggio che muovere la bocca. Jack ha ragione: lo stomaco non mente, quello che sente lo vomita magari, ma difficilmente lo trattiene. Jack però non vorrebbe parlarvi di questo. Lui in una notte di luna piena… continua…