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Archivi tag: Copyright

LA SVOLTA

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Mi chiedo, dopo anni di folle rincorsa chimerica nel perseguire gli ideali di condivisione, quando ci sarà questa benedetta svolta epocale che ribalterà la percezione del prodotto mediatico? Perché di sicuro prima o poi arriverà, ma forse bisognerà aspettare la morte di tutti noi matusa, trentenni e quarantenni nostalgici (le generazioni più vecchie dovrebbero crepare molto prima, si spera… continua…

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CHI SONO I VERI PIRATI?

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LE CASE DISCOGRAFICHE, ACCUSATE DI PIRATERIA, DOVRANNO RISARCIRE GLI ARTISTI PER 6 MILIARDI DI DOLLARI

Mentre le major trascinano in tribunale gli utenti di BitTorrent per violazione dei diritti sul copyright, sono loro stesse ad essere citate in giudizio da un associazione di artisti esattamente per lo stesso reato. Warner, Sony BMG, EMI e Universal dovranno rispondere fino a 6 miliardi di dollari di danni per aver piratato circa 300.000 brani… continua…

KISCIOTTE

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L’arte di Kisciotte é un vero e proprio atto di guerriglia volto a sovvertire il pensiero stagnante che risiede nel vecchio sistema dei diritti d’autore, ovvero il copyright. Da anni la sua figura rimbalza nell’etere sotto forme sempre nuove, sfuggente come una libellula, letale come il pungiglione di uno scorpione. Nonostante la sua violenza comunicativa, egli pratica una protesta sovversiva ma pacifica. L’aggressione è sempre e solo pura provocazione.
Ormai famoso il suo sabotaggio alla biblioteca di Colonia, dalla quale asportò con le forbici 7643 sezioni di libri, quelle in cui compariva il simbolo della “C” cerchiata che simboleggia il copyright. Utilizzò poi questi minuscoli pezzettini di carta per comporre un enorme collage che rappresentava un falco in volo, opera che poi regalò al direttore della biblioteca. Riuscì a sfuggire alle forze dell’ordine tedesche saltando sulla mongolfiera di Capitan Camarra, ma questa forse è pura leggenda metropolitana.
Un’altra ammirevole performance fu quella di Londra. Finanziò lui stesso l’apertura di un piccolo negozio di dischi che venne subito chiuso. I clienti infatti, appena acquistavano la merce, venivano avvicinati da Kisciotte armato di un piccolo lanciafiamme. L’artista afferrava l’oggetto appena acquistato e lo scagliava a terra dandogli fuoco. Questa volta venne condannato solo ad un piccolo risarcimento ma, come già detto, il negozio venne chiuso dopo poche ore dall’apertura.
Non si sa bene dove sia nato. Molto probabilmente non è neanche europeo. Qualcuno dice che venga dall’Australia e che laggiù è ricercato dalle autorità sotto un altro pseudonimo.

Citazioni: Se scarichi illegalmente e poi pubblichi sotto copyright sei un fottutissimo ipocrita!

Fonte: Novocaina

LA COMMUNITY DI RIVOLUZIONE CREATIVA

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RC LOGO QUADRATO

La community on line Rivoluzione Creativa é una piattaforma legata al sito Rivoluzione Creativa in cui autori e artisti che si ritrovano nel manifesto del copyleft possono interagire e scambiare le proprie opere.

R.C. opera già da alcuni anni (prima si chiamava Willoworld Creativity, trattandosi di una costola del sito Willoworld.net) per dare voce a tutti coloro che desiderano esprimersi attraverso la poesia, la narrativa, le arti grafiche, la musica, e sente vicina l’ideologia del Creative Commons e della libera condivisione dell’arte, monda dalle obsolete regole del copyright.

La community permetterà a tutti quegli autori che già lavorano per Willoworld e R.C. di, previa registrazione, proporre le proprie creazioni, condividerle, e dare la possibilità agli altri membri di commentarle e votarle. La piattaforma permette di caricare immagini, video, tracce musicali e naturalmente testi.

Ogni giorno verrà selezionato un intervento da pubblicare sul sito di R.C., che rimane comunque la pagina ufficiale del progetto. In seguito nasceranno altre iniziative; pubblicazioni, eventi, magari anche qualche meeting. L’idea di fondo è di conoscersi e di usare questo strumento per far convergere menti fresche e capaci di comprendere la rivoluzione che è oggi in corso (leggi il manifesto di R.C.)

Invitare il maggior numero di persone a partecipare a questo progetto è essenziale. Registrandovi potrete invitare direttamente tutti i contatti della vostra mailing list. Proponete R.C. ai vostri amici, anche a quelli che non creano. Potranno comunque commentare e votare le opere degli altri.

Non è necessario che vi registriate con il vostro nome. Potete anche semplicemente usare uno pseudonimo e partecipare alla community in totale anonimato. La cosa importante è essere attivi, consultare la pagina, scambiare opinioni, rimanendo sempre nell’ordine del buon gusto ed evitando lo spam.

Chi già lavora insieme a Willoworld e R.C., potrà usare questo strumento per continuare a pubblicare le proprie opere, evitando di scrivere e-mails al gestore del sito. Ormai i social network hanno sostituito questa funzione. Inoltre avranno modo di interagire direttamente sulla pagina, come già in molti casi succede su Facebook. Le funzioni sociali infatti sono più o meno le stesse del popolare social network.

Chi non conosce R.C. o non vi ha mai partecipato, perché dovrebbe aggregarsi a questa community?
Beh, il logo dice tutto: Rivoluzione Creativa – Espressioni in condivisione. Il pretesto è quello di far conoscere le proprie creazioni e condividerle secondo l’ideologia del copyleft. Il fine è quello di conoscersi, sviluppare idee, creare un flusso e far convergere un bel po’ di energia positiva. Perché alla base c’è proprio quella: positività.

Spargete la voce. Innescate il virus. Registratevi e mostratevi. Vi aspetto!

VISITA LA COMMUNITY DI RIVOLUZIONE CREATIVA E REGISTRATI!

DUE PAROLE QUASI SCONTATE SULLA QUESTIONE ETICA DEL FILE SHARING

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Premetto che sono in favore del file sharing e della condivisione di materiale in rete. Tutte le mie pubblicazioni infatti sposano le licenze creative commons e copyleft.

Questo breve intervento potrebbe sembrare quasi scontato, ma sento comunque il bisogno di postarlo. Mi preme ricordare (con un po’ di presunzione da maestrino) a tutti coloro che utilizzano gli strumenti di peer2peer e scaricano da internet files protetti dal copyright che, qualora si avvalessero loro stessi della licenza del copyright, la loro condotta, oltre ad essere illegale (e questo mi sembra chiaro), diventerebbe decisamente ipocrita.

Questo teorema sempliciotto potrebbe estendersi a qualsiasi pratica di copiatura, dal cd-burning alla fotocopiatrice. Le leggi sul copyright sono precise e severe; il materiale protetto si può riprodurre solamente tra le mura domestiche, perché anche prestare un cd o un dvd significa, secondo il manifesto del copyright, danneggiare l’autore.

Ma la cosa che mi preme dire non è: “chi non ha mai prestato un libro… in fondo siamo tutti pirati”. No, non m’interessa il discorso legale ed illegale. Rispetto le leggi della società perché mi vengono imposte, non perché le reputo giuste. Esistono leggi al di sopra della società, e sono quelle dell’uomo, e il condividere è uno dei fondamenti della comunità.

Vorrei solo puntare l’indice su coloro i quali, magari inconsapevolmente, si comportano da ipocriti. Perché se non rispetti le indicative delle leggi sul copyright e poi ti avvali di queste per le tue produzioni, commetti un “reato etico”.

Diverso e più complesso il discorso per coloro che hanno dei contratti con case editrici/discografiche o produttori vari. In questi casi succede che la responsabilità etica è automaticamente delegata a chi segue gli interessi degli autori (anche se questo giochino, a mio parere, non scagiona del tutto l’artista).

Viviamo tempi strani, e l’argomento copyright e copyleft riflette molto l’andazzo ideologico e politico del pianeta. Il perbenismo di facciata conta di più dei sani principi dell’uomo. Di tanto in tanto è importante farsi un bell’esamino di coscienza, anche se non tutti rispettano i medesimi parametri di integrità e giustizia.

I SILENTI

PIRATE BAY COLPEVOLE!

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Un triste giorno tutti quelli (e sono tantissimi) che come me crede nel file-sharing quale mezzo per abbattere istituzioni obsolete come il copyright, e contrastare le influenze delle corporation sulle correnti artistiche e su tutta l’industria dell’intrattenimento. Per chi non avesse chiaro bene questo concetto, che non ha niente a che vedere con manie di protagonismo o sotterfugi criminali ma abbraccia filosofie di scoperta e di comunicazione paragonabili alla scoperta della stampa, consiglio di vedere i due documentari già indicati da questo sito “Steal this Film”… continua…