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LA CREATIVITÁ CHE PASSA DAL GIOCO

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Attraverso i miei progetti creativi on-line, che dipartano tutti dalla homepage Willoworld.net, cerco ormai da anni di dimostrare come la passione per gioco di ruolo possa diventare un terreno fertile per seminare idee e dare alla luce delle storie. Quando vengono a mancare il tavolo da gioco ed i soliti compagni d’avventura, diventa praticamente impellente il bisogno di sostituire l’esperienza del GDR con un surrogato. Sedersi davanti al PC a scrivere racconti o a lanciare progetti è ciò che funziona meglio per il sottoscritto… continua…

LA LEGGENDA DEGLI ASTROMANTI – E-BOOK

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La Leggenda degli Astromanti è un progetto nato per gioco, proseguito per divertimento e conclusosi per diletto, insomma, alla maniera che piace a me. Nessuna logica di mercato, nessuna ambizione di successo, nessun altro intento se non quello di dare vita ad una storia attraverso parole, immagini e giochi di luce.

Conservo ancora alcuni appunti del lontano 1992 per un personaggio da gioco di ruolo, un “Astromante” appunto, da includere dentro una vecchia campagna di Dungeons & Dragons. Questo nuovo mago conosceva nuovi incantesimi e attingeva il potere direttamente dagli astri. Purtroppo non sono riuscito mai a giocarlo, ma l’idea di questo curioso stregone mi è rimasta in qualche intercapedine della mia testolina… continua…

LA SAGA DEGLI ASTROMANTI ATTO III

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Si conclude oggi il terzo atto della Saga degli Astromanti, un progetto fantasy iniziato lo scorso anno e portato avanti attraverso 60 interventi all’interno del blog 101 Parole. Ogni capitolo è infatti composto esattamente da 101 Parole.

Ultimamente ho scritto per questa mini-saga anche alcuni racconti che andranno ad aggiungersi ai tre atti in un e-book di prossima pubblicazione. Le storie di questo mondo immaginario in cui i maghi attingono i loro poteri dal cosmo, saranno accompagnate da alcune immagini astronomiche che ho personalmente elaborato in photoshop, una vera e propria galleria magica. Qui sotto il riadattamento dell’esplosione di una supernova.

Estratti direttamente dal blog 101 Parole, ecco qui i venti interventi che compongono il terzo atto di questa saga. Per visionare il resto della storia seguite questi link: Atto I, Atto II, Il Presagio del Nero Occhio (il primo dei quattro racconti che faranno parte della pubblicazione digitale).

IMMAGINE: Residui di Supernova (GM Willo)

LA GASA DEGLI ASTROMANTI ATTO III

I. ESILIO

«Cosa facciamo adesso?» domandò Rudor al maestro Tielsin.
«È giunto il tempo di risanare la terra. Dobbiamo andarcene» rispose l’astromante.
«Tielsin ha ragione. Gli uomini non hanno più bisogno di noi…» aggiunse Alia.
Il giovane Kido, nonostante il tradimento, piangeva accanto al cadavere del padre.
«Questa torre ospiterà i nostri corpi, mentre gli spiriti alloggeranno presso la nebulosa dell’Aquila. Rudor, radunerà gli altri astromanti e Kido rimarrà a vegliare le nostre spoglie mortali.»
«Io?» domandò il ragazzo tra i singhiozzi.
«Sei il più giovane e hai dimostrato di avere molto più giudizio di tuo padre. Si, tu rimarrai qui ad osservare… continua…

LA LEGGENDA DEGLI ASTROMANTI ATTO III EP. XVII: Il Tuono

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Il contadino abbracciava il figlio e la sua donna, con le spalle rivolte alla fattoria e lo sguardo sui campi lasciati a maggese. Singhiozzavano teneramente, stringendosi formando un intreccio organico di pelle ed ossa, tre ombre di un mondo in declino.
«Cosa li hai detto?» domandò Tielsin.
«Di coltivare… ma non ne hanno voluto sapere.» Gli occhi di Alia erano stanchi ed arrossati.
Un tuono percorse il cielo privo di nuvole.
«Che succede?» chiese Rudor.
Tielsin guardò in su ma non rispose. Si rimise in cammino verso gli altri villaggi, avvolto nel suo mantello le cui stelle sembravano essersi ormai offuscate.

LEGGI ANCHE: L’Abbandono

L’UNIVERSO IMMOBILE

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“Secondo le scritture dei Profeti Astromanti, ogni evento che accade nel nostro universo fa parte di un disegno circolare. Ecco perché tutto, prima o poi, ritorna. Alterando le fondamenta su cui si basa la stessa esistenza del cosmo, è possibile stabilizzare questo universo. Dalla circolarità all’immobilità.
Per innescare questa rivoluzione bisognerebbe che molti maghi richiamassero un potere tale da distruggere l’intero sistema solare. Questo incantesimo è chiamato il Vibrato.
La magia è un modo, ma ne esiste un altro. Se la maggioranza degli uomini fosse disposta ad accettare l’annientamento dello schema ciclico, il processo di rimodellamento dell’universo avverrebbe in modo naturale…”

Leggi anche: Bruciano le dieci cittá

LA MALEDIZIONE DELL’UOMO

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Yileit non si diceva un Entropica, perché tra la gente era ancora vivo il ricordo delle tre guerre. Professava la religione dell’Abbandono e venerava il dio Oblio. Le parole potevano cambiare ma Tielsin sapeva che il fine era sempre quello; l’annientamento.
«Perché gli uomini sono così affascinati dall’oblio?» domandò Rudor al maestro.
«Sono prigionieri della loro mobilità. Sono convinti di sentire il bisogno di cercare sempre qualcosa di nuovo, e quando si possiede tutto il desiderio più grande diventa il non avere più niente.» La voce di Tielsin suonava affranta e stanca.
«Ed è sempre stato così, maestro?»
«Sempre, figliolo… sempre!»

LEGGI ANCHE: LA CADUTA

LA LEGGENDA DEGLI ASTROMANTI

RITORNO AD OVEST

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Alia, Rudor e Tielsin salutarono con un lungo e commovente abbraccio il compagno Kido, troppo vecchio per seguirli, e ripercorsero a ritroso la strada che avevano fatto insieme settant’anni prima. Non vi era più traccia del passaggio dell’orda di Adù e la natura, complice il tempo taumaturgo, aveva ripreso possesso del territorio. I tre Astromanti, probabilmente gli ultimi conoscitori dei segreti del cosmo, viaggiarono per settimane attraverso il deserto, le paludi, la foresta, fino ai villaggi sotto l’imponente catena montuosa che veniva chiamata La Breccia. Più oltre vi erano le dieci città, eredità di una civiltà perduta ma non ancora distrutta.

Leggi anche il nono episodio: Tyria

NOTIZIE DAL MONDO (La Leggenda degli Astromanti Atto III)

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Giunsero i nomadi con i cammelli e le tende multicolori. Si accamparono sotto una duna di sabbia, a un tiro di sasso dalla torre. Uno di loro, bruno e coi capelli raccolti, chiese di poter utilizzare l’acqua del pozzo.
«Quali notizie porti dal mondo?» domandò Tielsin.
«È stata una buona annata per i villaggi» rispose il nomade mentre riempiva alcune bisacce.
«E le dieci città?»
L’uomo bruno si fermò e guardò il cielo.
«Nessuna notizia…»
«Ma…» lo incoraggiò l’Astromante.
«Tra di noi vive una Sognatrice. Da mesi percepisce il malcontento… La gente laggiù non è felice.» Poi tornò sui suoi passi.

Leggi La Leggenda degli Astromanti

LEGGI ANCHE: Dottor Jacob

LA LEGGENDA DEGLI ASTROMANTI: La Veglia

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Numi osservava il deserto dalla torre che era appartenuta al padre, in un tempo remoto di cui ricordava appena. Aveva trascorso una vita in solitudine, a guardia dei corpi dei maestri, solamente per espiare le colpe del genitore. Forse non era stato giusto, ma era quello che si era sentito di fare, ed era sicuro che se avesse potuto tornare indietro avrebbe fatto la medesima scelta. Aveva un solo rammarico, non essere riuscito a lasciare un erede per portare avanti la veglia. Doveva richiamare il maestro Tielsin, la cui anima dimorava da settant’anni nel cosmo. Poi anche lui avrebbe finalmente dormito…

Leggi anche il sesto episdoio in 101 parole: IL RISVEGLIO

IL TEMPIO DEL DIO FASULLO

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Yileit si avvicinò al tempio del dio fasullo. I fedeli erano prostrati sui gradini che portavano alla grande effige marmorea, un uccello dalla testa di lupo. Alcuni di loro mormorarono quando lei li oltrepassò, prendendo posto vicino alla statua. Non era permesso toccarla…

– Donna, come osi? – gridò qualcuno. Ma Yileit ignorò quelle parole e allungò la mano verso il muso del simulacro. Un suono simile ad un risucchio precedette l’incantamento. La statua scomparve come se fosse stata inghiottita dall’aria.

– Ecco quanto vale il vostro dio! – disse Yileit. Poi parlò loro di Entropia e dell’universo oltre il velo.

GLI ASTROMANTI IN 101 PAROLE

ANIME VUOTE NEL TEMPIO DELL’ABBONDANZA

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Erano passati settant’anni dall’avvento di Adú, il dio del fuoco, e più di un secolo dall’ultima guerra contro gli Entropici. Le dieci città prosperavano come mai era accaduto. Lontani erano i giorni in cui gli Astromanti vegliavano le rocche e i palazzi dei principi, e la minaccia del Grande Collasso aleggiava come un ombra sul cuore di ogni uomo. Adesso la magia era quasi una leggenda nelle terre dal Grande Mare alla Breccia. Eppure gli uomini, che vivevano in leggerezza e in abbondanza, si sentivano insoddisfatti, come se la pace tanto desiderata avesse svuotato i loro animi trasfigurando il loro destino.

LEGGI LE ALTRE 101 PAROLE DEGLI ASTROMANTI

IL PRESAGIO DEL NERO OCCHIO

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Quando incominciai il progetto 101 parole pensai di utilizzare il materiale sugli Astromanti (che avevo piú che altro in testa) per scrivere una mini saga fantasy in tre atti di venti capitoli l’uno, ed ogni capitolo sarebbe stato composto da esattamente 101 Parole. La saga, a distanza di oltre un anno dall’inizio del progetto, é ancora in corso. Siamo al secondo capitolo del terzo atto ed é mia intenzione finirla entro la fine dell’anno.

Ma la campagna fantasy degli Astromanti é cosi intrigante che ho sentito il bisogno di scrivere un vero e proprio racconto, che é una sorta di prequel alla saga. É mia intenzione narrare ancora di questo mondo e dei protagonisti che ho introdotto pian piano attraverso i numerosi interventi di 101 Parole. Stay tuned!

LEGGI ANCHE: La Leggenda degli Astromanti Atto I e Atto II

il presagio del nero occhio

L’oceano ed il cielo si fondevano in un orizzonte vago, tra gli ocra e gli indachi del vespro. La notte avanzava rivelando la magia della volta celeste, le canzoni delle stelle, le sinfonie delle galassie. Erano musiche che solo pochi riuscivano a sentire. Astromanti erano chiamati, e la gente normale li credeva stregoni e fattucchieri, portatori di speranza e di guai… continua…

YILEIT

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Yileit respirava piano. Sentiva il vuoto attorno al suo corpo. Protese la parte eterea di se stessa dentro quel nulla assordante.
«Lo avverti, adesso?» domandò il vecchio.
«Si… è l’Inizio…» rispose lei, dentro il sogno.
Le mani nodose del maestro centenario lasciarono la presa sulle tempie dell’adepta. La ragazza aprì gli occhi.
«Sei pronta, Yileit. Ora finalmente potrò incontrare l’Abisso…»
«Ma maestro…» provò a dire lei.
«No. Lasciami solo. Vá, adesso! Porta la parola del cambiamento. Lasciami morire felice…»
Yileit accarezzò i capelli bianchi del maestro, poi uscì dal tempio degli Entropici, l’ultimo rimasto.
Il nuovo Inizio era la Fine, pensò.

LA LEGGENDA DEGLI ASTROMANTI IN 101 PAROLE

ESILIO

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«Cosa facciamo adesso?» domandò Rudor al maestro Tielsin.
«È giunto il tempo di risanare la terra. Dobbiamo andarcene» rispose l’astromante.
«Tielsin ha ragione. Gli uomini non hanno più bisogno di noi…» aggiunse Alia.
Il giovane Kido, nonostante il tradimento, piangeva accanto al cadavere del padre.
«Questa torre ospiterà i nostri corpi, mentre gli spiriti alloggeranno presso la nebulosa dell’Aquila. Rudor, radunerà gli altri astromanti e Kido rimarrà a vegliare le nostre spoglie mortali.»
«Io?» domandò il ragazzo tra i singhiozzi.
«Sei il più giovane e hai dimostrato di avere molto più giudizio di tuo padre. Si, tu rimarrai qui ad osservare.»

101 ParoleLa Leggenda degli Astromanti

LA LEGGENDA DEGLI ASTROMANTI ATTO II

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LA LEGGENDA DEGLI ASTROMANTI ATTO II

Proseguono le avventure di Tielsin l’Astromante, lo stregone dal mantello di stelle che usa la magia del cosmo.
Si conclude oggi il secondo atto della mini-saga fantasy “La Leggenda degli Astromanti”, un progetto narrativo legato a 101 Parole. Ogni capitolo infatti é composto esattamente da 101 parole.
Ecco qui tutti gli interventi.

Leggete anche La Leggenda degli Astromanti Atto I

I. PRESAGI E SEGRETI

«Papà, guarda! Due stelle cadenti!»
Il bimbo alzò il dito verso i misteri della volta celeste. Il padre gli accarezzò dolcemente la testa.
«È un buon presagio» sussurrò.
«Significa che inizierai a seminare?»
«Si, domani prepareremo i campi.»
«Posso venire con te?»
L’uomo guardò il volto di suo figlio e lo scoprì cambiato. Presto non sarebbe più stato un bambino.
«Va bene, ma adesso è l’ora di andare a letto.»
Nel mondo oltre la breccia viveva gente semplice, in armonia con la natura e con gli astri. Eppure un terribile segreto dormiva sotto le terre che coltivavano.
Dimenticato ma non sconfitto… continua…

RUDOR ED ALIA

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Nell’oscurità dilagante del deserto, Tielsin e Kido avvistarono un fuoco tra le dune. Avevano viaggiato due giorni interi, dormendo solo un paio d’ore.
«Devono essere Rudor ed Alia, laggiù» disse il ragazzo indicando il fuoco da campo.
«Muoviamoci» rispose il maestro.
Nel cielo la luna si colorò d’azzurro. I due astromanti intuirono immediatamente la presenza dei consimili.
«Tielsin, sei tu?» domandò la voce di Rudor, un uomo alto con lunghi capelli corvini.
Il maestro entrò nel cerchio di luce seguito dal ragazzo.
«Sono felice di vedervi» disse.
«Anche noi…» rispose Alia, dal bianco mantello. Poi pianse…
«Oh maestro, é così terribile…»

101 Parole: La Leggenda degli Astromanti

IL FIGLIO DI NUMI

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Aveva gli occhi del padre, e per un momento Tielsin lo scambiò per il maestro Numi.
«Ho letto il messaggio…» disse il giovane astromante.
«Sai dove si trova adesso?»
«Verso sud. Ho visto del fumo ergersi dalle valli bianche. Ci sono molti villaggi laggiù…» la voce del ragazzo calò di un ottava.
«E gli altri?»
«Ho incontrato Rudor ed Alia. Andavano da mio padre, nel deserto.»
«Anche io sono diretto laggiù…»
Gli occhi di Kido cambiarono. La sua mano afferrò il braccio del maestro.
«Attento, Tielsin!»
«Che ti succede, figliolo?»
«Stai molto attento a mio padre. Non è più lo stesso!»

LA LEGGENDA DEGLI ASTROMANTI

KIDO

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La luce della luna stendeva una patina argentata sulle chiome degli alberi. Tielsin aveva lasciato la scia di terra bruciata, tagliando per i boschi orientali, ormai convinto di non avere alcuna possibilità contro Adù. Doveva trovare Velixia, e chiedere aiuto a Numi. Insieme, forse sarebbero stati capaci di respingere il demone.
Davanti al fuoco da bivacco, cercava il sonno degli Astromanti, quello protetto dagli occhi delle stelle. Un’ombra si mosse vicina. La vide dall’alto, come in un sogno; lui, il fuoco, le chiome degli alberi e la luce argentata.
Poi aprì di colpo gli occhi.
«Chi sei?»
«Maestro, sono io. Kido…»

LEGGI GLI ASTROMANTI

MESSAGGIO NEL CIELO

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Come poteva pensare di fronteggiare da solo il dio del fuoco…
Tielsin si fermò davanti all’ennesima devastazione. Le donne del villaggio urlavano, i bambini piangevano, gli uomini ancora vivi trattenevano lacrime di dolore. Molti riportavano sul volto i segni di terribili bruciature. Le fiamme lambivano ancora i resti delle case distrutte dal fuoco.
L’Astromante si stava avvicinando all’orda, ma una volta raggiunta, che cosa avrebbe potuto fare da solo?
Quella notte lanciò un messaggio nel cielo stellato. Era una chiamata d’aiuto per tutti gli Astromanti. Tielsin non immaginava l’artefice di tutta quella distruzione sarebbe stato in grado di intercettare il messaggio.

LA LEGGENDA DEGLI ASTROMANTI (101 Parole)

FUMO SULLA FATTORIA

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Il contadino piangeva stringendo il figlio al petto. Dal campo appena seminato s’innalzavano rivoli di fumo, tracce ancora fresche del passaggio dell’orda di Adù, il dio del fuoco e della terra.
«Quanti erano?» domandò il mago col mantello di stelle.
«Almeno un centinaio, avevano gli occhi di luce e sputavano fuoco…» singhiozzò l’uomo.
Tielsin gli sfiorò la spalla per consolarlo. Erano gli unici superstiti della fattoria.
«Almeno tuo figlio vive ancora» disse.
«Il raccolto è perduto… moriremo di fame…» rispose il contadino, stringendosi più forte al figlio.
L’Astromante non seppe cos’altro aggiungere. Si rimise in viaggio, seguendo le scie di fumo.

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