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Archivi tag: Arcobaleni di Carta

IL TRENO ARCOBALENO

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C’è un treno colorato che viaggia quando nessuno lo vede, tra le valli e per le colline, non va molto forte ma non si ferma mai, perché se si fermasse qualcuno potrebbe scorgerlo ed insospettirsi. “Che ci fa un treno tutto colorato sul binario nove?” direbbe la signora Merletti, mentre aspetta il regionale per Colleburrasca, un paesino rinomato per i suoi acquazzoni estivi. Ma il Treno Arcobaleno non sosta mai in stazione, non ha passeggeri da prendere e portare, né merci da consegnare. Viaggia solo per il piacere di viaggiare, libero da orari e da capistazione… continua a leggere…

LA GIRAFFA, IL GUFO E L’ALBERO DI NATALE

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La giraffa non aveva mai visto un albero con le palle colorate e le lucine. Veniva da un paese molto lontano in cui la gente non usava festeggiare il natale come da noi. Si chiese se quei pomi così luccicanti fossero buoni da mangiare… continua…

FIMPSY E FEMPSY E IL MISTERO DELLA PALLA CADUTA DAL CIELO

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Fimpsy e Fempsy si conoscevano da quando erano nati, e da allora non si erano mai separati. Fimpsy e Fempsy potevano contare l’uno sull’altra. Stavano sempre insieme, ma a volte si chiedevano se fosse sbagliato. Forse avrebbero dovuto conoscere qualcun altro, frequentare nuovi amici, viaggiare, vedere cose nuove… continua…

IL CUOCO MARCELLO E LA SINFONIA DELL’ARCOBALENO

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Marcello faceva il cuoco nelle cucine del palazzo reale, e cucinava piatti prelibatissimi per il re Anselmo e la regina Filomena. Sapeva fare gli gnocchi ai mille formaggi e la crostata di cioccolatatissima, che non era una normale crema di cacao, perché lui aveva una ricetta segreta e riusciva a preparare la cioccolata più buona di tutto il paese. Marcello era un cuoco in gamba, ma cucinare non era la sua sola passione. A lui piaceva tanto la musica, e a volte gli dispiaceva non aver mai imparato a suonare uno strumento. Nella sua cucina lo potevi trovare a rimestare nei pentoloni canticchiando un motivetto, anche se non era molto intonato… continua…

PIERLUIGI IL BACO

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Arcobaleni di Carta è un progetto che nasce da una collaborazione con mio figlio Jo, di 5 anni e mezzo. Scrivo queste favole lasciandomi ispirare dai suoi disegni, anche se a volte io ci vedo cose strane, e lui mi rimprovera.

Questa è la storia di un baco di nome Pierluigi, con tutti i problemi annessi dell’essere baco. Un baco in effetti è poco roba, ma a volte conta più la volontà che la stazza. Pierluigi, che molti chiamavano affettuosamente Pierlù, scorrazzava in su e in giù per il suo mondo, che non era un mondo grande e complesso come il nostro, ma che comunque pareva sconfinato per un esserino minuto come lui. Il baco Pierlù girava, e spesso si domandava perché era nato baco, domanda non da poco, tutto sommato… “Vorrei fare tante cose, ma sono solo un baco… continua…

IL GUFO RAIMONDO E LA PULCE CARLOTTA

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Arcobaleni di Carta è un progetto che nasce da una collaborazione con mio figlio Jo, di 5 anni e mezzo. Scrivo queste favole lasciandomi ispirare dai suoi disegni, anche se a volte io ci vedo cose strane, e lui mi rimprovera.

C’era un gufo che si chiamava Raimondo ed in tutta la foresta era rinomato per la sua pigrizia. Rimaneva appollaiato al suo albero giorno e notte, anzi no, soltanto di notte, dato che di giorno se ne tornava nella sua tana a dormire. Ma non doveva neanche spiccare il volo per rientrare, poiché abitava nella cavità di quello stesso albero. Insomma, Raimondo si alzava tardi, mangiava due o tre insetti che passavano di lì, poi metteva la testa fuori e prendeva posizione sul ramo. Per ore se ne stava così immobile che l’albero pareva muoversi più di lui, aiutato dal vento ovviamente. No, Raimondo stava fermo come una statua, come un sasso, anzi no, come una montagna, come la grande montagna che vegliava su tutti gli animali della foresta…. continua…