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Archivi tag: Aeribella Lastelle

L’ODORE DELLA TEMPESTA

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L’ennesimo racconto ispirato dal gioco, scritto nel 2005 e riveduto, corretto e presentato sotto lo pseudonimo di Aeribella Lastelle per il progetto La Giostra di Dante.

C’è il ritmo della vita nel movimento delle onde del mare. Le linee immaginarie lasciate sulla sabbia sono come le nostre vite, che appaiono per un attimo e poi scompaiono. Il Mare d’Ombra è oscuro e silenzioso, calmo presso la costa, ma letale al largo. In più punti affiorano affilati scogli, per le galee che solcano la sua superficie. Dall’alto dell’albero maestro il marinaio lancia un grido di allarme, ma spesso la reazione del timoniere è lenta, il vento incalza la vela con troppo ardore, e la barca vira troppo lentamente. Il tempo sembra fermarsi durante la virata, e tutto resta sospeso, almeno fino alla tagliente esplosione del legno sulla pietra bagnata… continua a leggere…

IL DRAGO CHE AVEVA PAURA DEL FUOCO

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di Aeribella Lastelle

C’era una volta un drago, grosso come una collina e rosso come il sole al tramonto. A differenza dei suoi simili, che amavano fare razzie e bruciare villaggi, lui se ne stava nella sua grotta, lontano dagli affari degli uomini. Usciva di rado e solo per cacciare.
Un giorno un cavaliere entrò spavaldamente nella sua tana… continua…

STORIE DI NATALE

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10 piccole storie da leggere sotto l’albero. Un e-book scaricabile gratuitamente della Edizioni Willoworld

L’ARTE DEL REGALO

Questo e-book nasce come un regalo, anche se forse non lo è… In fondo quest’opera è priva di costo, di conseguenza è possibile chiamare regalo una roba priva di valore? Eppure esistono cose che non hanno prezzo, e di solito sono le più preziose… Leggi il resto di questa voce

IL PICCOLO TOBIAS

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IL PICCOLO TOBIAS
Di Jonathan Macini

La mamma del piccolo Tobias era diversa quella sera. Se n’era rimasta tutto il pomeriggio a fissare la TV sintonizzata su un canale morto, due vacui occhi ancorati al tremolante nevischio grigio.
Tobias giocava tranquillo con i treni sul tappeto rosso del soggiorno. Quando sua madre gli disse di mettersi il pigiama gli sembrò la cosa più naturale del mondo. Lei gli avrebbe rimboccato le coperte e, prima di spengere la luce, dato un bacio sulla fronte.
La sua testolina non ebbe il tempo di spiegarsi perché quella sera sua madre, invece di augurargli la buonanotte, gli infilò le forbici negl’occhi.

101 PAROLE

Leggi anche: Le Politiche e L’Unicorno

LO STRANO CASO DELLA SIGNORINA PARISI

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La Terra scrive sul mio corpo.
La gente ammira i miei tatuaggi, segni tribali e simboli simmetrici, poi mi chiede chi me li abbia fatti ed io rimango interdetta. Mi piacerebbe dire loro la verità ma non posso perché mi prenderebbero per matta. Allora m’invento qualcosa per non destare sospetti.
L’ultimo di questi, una serie di cerchi concentrici all’interno di un triangolo (anche se secondo me si tratta di una freccia), me lo sono fatto in Portogallo la scorsa estate. È questo quello che ho raccontato in giro e i miei amici l’hanno bevuta. Se invece sapessero la verità, probabilmente smetterebbero di chiamarmi e mi consiglierebbero un buon dottore. Ma io non ho bisogno di dottori, sto benissimo. Anzi, non mi sono mai sentita meglio.
Ammetto che all’inizio la faccenda mi disturbava alquanto. Svegliarmi sudata nel mio letto dopo strani incubi che non riuscivo mai a ricordare, e poi guardarmi il corpo allo specchio per scoprire se il sogno aveva lasciato il segno, come succedeva quasi sempre. Sono due anni che va avanti questa storia, esattamente dal giorno in cui mi persi nel bosco. Proprio come Pollicino, dannazione… continua…

INCOMPRENSIONI RAVVICINATE DI UNO STRANO TIPO

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I miei nuovi amici venivano dalla costellazione di Ofiuco, più precisamente dalla Nebulosa Farfalla che si trova lì nei paraggi. Erano piccoli, gialli fosforescenti e sfoggiavano una manciata di antenne che spuntavano dal loro capino. Uno strano marchingegno che si portavano appresso e che faceva da traduttore simultaneo ci aiutava a comunicare. Gli esserini si stavano divertendo, ma ogni volta che me ne venivo fuori con un articolo possessivo il marchingegno s’inceppava. Mi dissero che nell’universo nessuno li usava.
Andò a finire che con tutti i “miei”, “mio” e “nostro” glielo ruppi, perciò se ne andarono e non tornarono mai più.

101 PAROLE

LE ULTIME 404 PAROLE

Ecco il vento, quello un po’ più fresco, che viene dal nord e profuma di sempreverdi. Il salmastro è già un ricordo nei primi giorni di settembre… continua…

Quando la mente dell’uomo è in balia della quotidianità e delle sue false promesse, la chiamata della nera signora diventa la più potente delle calamite… continua…

Dal Freddy si mangia la trippa come da nessun’altra parte. Naturalmente ci vuole un fiasco di vino per mandarla giù… continua…

«C’era una volta un sasso…»
«Ma no, non una storia sui sassi, ti prego. Inventati quello che ti pare ma non una storia sui sassi… continua…

LA LEGGENDA DI UDRIEN e altre fantastiche storie

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Per augurare a tutti i visitatori dei siti del circuito Willoworld una felice estate, ho raccolto in questo e-book tutti i racconti prettamente fantasy presentati negli ultimi due anni. Una pubblicazione unicamente in formato digitale, scaricabile gratuitamente a questo link. Sbattevela nel vostro laptop da spiaggia, o se siete davverio avanti, nel vostro e-book reader. Magari ve la leggete sotto l’ombrellone!

Andate a visitare la pagina ufficiale del libro, con tanto di introduzione al progetto e indice dei racconti. La copertina (bellissima) é del solito Charles Huxley.

Tutti i siti di Willoworld.net non verranno aggiornati nelle prossime settimane causa ferie meritatissime! Nel frattempo mi auguro che i miei amici Silenti si facciano vivi.

Cogliete l’opportunitá di visitare tutti progetti in corso, le pagine (che sono tantissime) e le altre pubblicazioni delle Edizioni Willoworld.

Buona Estate!

EREDITÁ SEGRETA

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Ereditá segreta

Tullia si lasciò cadere dallo scivolo, col sole in faccia che le rubava il sorriso. Atterrò sulla sabbia e si rialzò in piedi di scatto, perché la sua amica Chiara stava venendo giù. Ebbe una breve sensazione di vertigine e avvertì qualcosa di caldo e bagnato. Il primo pensiero, il più imbarazzante, fu che si era fatta la pipì addosso. Ma c’era qualcosa di strano… continua…

ANGELO TRADITORE

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“E se alla fine del tuo lungo cammino incontrerai un angelo che ti sbarrerà la strada, per quanto tu possa desiderare di abbondare le tue stanche membra al suo abbraccio, dovrai combatterlo. Userai la tua lama affilata per recidergli le ali ed abbatterlo. Questo è il destino di un grande guerriero.”
Felix calò la scure nel petto della creatura di luce. Un dio vide quel gesto, ma aspettò a giudicarlo.
Esistono angeli traditori, ed il Bene, tra gli intrighi degli uomini, può diventare Male.
Quando la donna guerriero raggiunse i confini del mondo reclamando agli dei il suo premio, nessuno obbiettò.

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L’ULTIMO GIORNO DI ATLANTIDE

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Nel giorno in cui gli Alti Sapienti rivelarono al popolo di Atlantide il segreto dell’immortalità, dal cielo scesero gli angeli.
«Questo non vi è concesso» dissero.
«Perché?»
«Perché non potete fare aspettare in eterno i vostri amati defunti…»
E allora la terra sotto gli oceani si spaccò, e il mare insorse in onde alte come le montagne.
«Il segreto che avete esposto tornerà negli abissi, e voi lo seguirete.»
Gli angeli tornarono in cielo, le urla si alzarono dai palazzi e dalle torri d’avorio, l’acqua si riversò lungo le strade delle città, sommergendo ogni cosa.
Quello fu l’ultimo giorno di Atlantide.

101 PAROLE

TRITTICO DI 101 PAROLE

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«Cosa nasconde quella porta?» domandò lo stregone all’essere che aveva evocato.
Un suono stridente invase la mente del mago, la voce del demone.
«Il desiderio inconfessabile.»
«Che vuol dire?»
«Hai avuto il coraggio di evocarmi e adesso hai paura di una porta? Aprila stregone, e conoscerai il lato oscuro…»
La porta era bianca e lucida come la madreperla. Lo stregone accostò la mano alla maniglia sospirando. Poi l’aprì.
Fu investito da una bagno di luce…
Sua madre gli accarezzava i capelli e lui era poco più di un bambino…
«Mamma, che significa tutto ciò?»
«Che non esiste nessun lato oscuro, tesoro.»

LEGGI ANCHE: VAMPIRA & IL BOSCHETTO

IL TEMPO DELLA RACCOLTA

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IL tempo della Raccolta

Ho smesso di rispondere alle solite domande
Eppure continuo a pormele
Chi ha bisogno di risposte?
Io non la sento più
La deturpante necessità
Di dare un senso
A ciò senso non ha.
Ma non ho chiuso la scatola
Non ho finito di giocare
Scelgo sempre seguendo il cuore
E attendo
Che la campana incominci a suonare
E giunga il tempo della raccolta
Prima del grande sonno invernale.

RIVOLUZIONE CREATIVA

PALLONE, PORTAMI VIA!

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I colori sono quelli caldi del tramonto. Il vento si è alzato. Succede sempre così…
Un brivido mi ricorda che sono in maglietta e scalza. Dovrei rientrare in casa adesso, invece resto fuori ancora un po’. Tra poco arriva la mongolfiera, quella dell’operator turistico. Un giro sopra la città per poco più di cento euro. Il mondo è diverso visto dall’alto.
Eccola che arriva. Un soffio d’aria calda, un piccione si spaventa e prende il volo. Riesco a distinguere appena i passeggeri. Guardano giù verso di me.
“Mongolfiera, ti prego, portami via!” sussurro.
Lei non mi sente, e lentamente si allontana.

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DIECI ANNI

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Papà fumava il sigaro in giardino, ed era maggio, ma il cielo era coperto e forse sarebbe piovuto. «Che succede piccola?» «Ho paura… continua…

MIO PADRE E LA LUNA

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mio-padre-e-la-luna

Era la notte del solstizio d’estate, e faceva un caldo bestiale. Lo sapete che quelle notti sono un po’ magiche, o almeno così diceva mia nonna. Mi affacciai alla finestra e vidi i pipistrelli girare come matti. Erano quasi le dieci ma c’era ancora un po’ di luce nel cielo. Per un bambino non era certo presto, ma io di sonno non ne avevo, così rimasi a guardare la luna, piena e gialla come un lampione. Anche lei aveva qualcosa di magico… continua…

UNICORNI E ASTRONAVI

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Corro, la terra sotto i piedi scalzi, le foglie umide e il muschio, rametti, frasche, e il profumo di humus. Corro, la testa mi scoppia, il sentiero diventa impervio ma procedo artigliando la terra, afferrando radici, trascinando le membra… continua…