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Archivi categoria: RIFLESSIONI

CAMMINO DA SOLO

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Bugiarda è la notte quando è pregna del solito via vai, e delle risoluzioni più spontanee, scappatoie da ingenuo. Camminare diventa un movimento a tempo, sulle note di un sax o di una chitarra, e il fuoco scorre dentro arterie sature di veleno. L’amicizia, l’amore, il passato, e le ragioni di tutte quelle promesse gridate al vento. Uomini, donne, abbracci, baci, notti di fuoco sotto il disco argentato, col bicchiere in mano e la risata facile. Dove sono adesso? Dove… continua…

 

LA RETE DEI CINICI E DEI CODARDI

Ingenuo colui che crede che la rete ci salverà. La rete, come è sua natura, non può fare altro che irretirci…

Devo dire che ci ho sperato. Lo strumento è senza dubbio potente, ma rimane uno strumento. Il potere di cambiamento è sempre e solo nelle persone, non negli strumenti… continua…

PENSIERI E GDR ESTREMI

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C’è la guerra, nel senso che c’è gente che si ammazza tranquillamente, gente pagata per ammazzare, anche donne e bambini nel caso si ritrovino per sbaglio sulla linea di fuoco, gente che ammazza per difendersi o per difendere la propria cultura, le proprie convinzioni, anche se queste distorcono da quelle del pensiero globale… continua…

A proposito di giochi di ruolo fatti in casa con tematiche estreme… gira già da diversi anni in rete questo splendido lavoro dei Mario Brothers. Un GdR ambientato nella Napoli camorrista dei film di Mario Merola… continua…

MUOION COME MOSCHE….

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Ragazzi, io mi tocco nelle parti basse perchè è proprio un periodaccio… stanno morendo come mosche! Di chi parlo? Beh, dei vecchi miti. In poco più di un mese ne son schiattati tre… Prima Peter Steele, che era anche giovane. Non che fossi un fan sfegatato dei Type’O’Negative, però Peter era un personaggio che conoscevo, e poi giovanissimo, neanche 50 anni! Coi suoi 2 metri e 01 sembrava indistruttibile, invece il cuore l’ha tradito… continua…

IO SONO TE

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Eri sulla strada di casa quando incontrasti la morte.

Fu un incidente d’auto. Niente di spettacolare, ma di sicuro fatale. Lasciasti tua moglie e i tuoi due figli. Fu una morte praticamente indolore. Il pronto intervento tentò il possibile ma ormai non c’era più nulla nulla da fare. Inoltre il tuo corpo era talmente inguaiato che è stato molto meglio che sia andata così, fidati.

Poi incontrasti me.

“Cosa… che è successo?” Chiedesti. “Dove sono?”

“Sei morto,” risposi io, proprio così. Niente mezzi termini.

“Ricordo un camion… l’asfalto era bagnato…”

“Già!” dissi.

“Sono… morto?”

“Si, ma non ti abbattere. Succede a tutti.” Ti consolai io.

Ti guardasti intorno, ma non c’era niente. Eravamo solo io e te dentro un grande niente. “Che cos’è questo posto?” chiedesti. “L’aldilà?”

“Più o meno” risposi.

“Sei Dio?”

“In persona… continua…

CHE FINE HA FATTO IL VERO SPIRITO DEL GDR?

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I vecchi giocatori sembrano concordare sul fatto che il vero spirito del GdR si sia perduto nel tempo e nell’inevitabile evoluzione (o involuzione) dei sistemi e delle mode di gioco. Dalle prime esperienze degli anni ’70 e ’80, durante i quali in Italia il gioco di ruolo era pressoché sconosciuto, siamo passati all’era del D20, come mi ricorda giustamente Qwein, personaggio davvero eccezionale del panorama del Gdr italiano. La scatola rossa col drago stampato dette inizio a una moda che, pur rimanendo undreground, contava ogni anno sempre più affiliati. La TSR e le altre case editrici incominciarono a sfornare manuali su manuali, la Stratelibri tradusse un bel po’ di roba e noi ragazzini mettevamo più che volentieri la mano ai portafogli per poter consultare gli ultimi aggiornamenti, i nuovi sistemi di gioco, le mappe, i supplementi, le avventure ecc… Tutte cose che per giocare “il vero spirito del GdR” sono assolutamente superflue. Ma questo è il mercato, che ci vogliamo fare… continua…

ESSERE ITALIANO ALL’ESTERO SIGNIFICA…

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Stupirsi ogni volta che entrando in un negozio qualcuno ti sorride senza doversi sforzare.

Mandare ai parenti agli inizi di novembre una cartolina di Natale e sperare che arrivi in tempo.
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THE BOOK OF ELI & THE LORD OF THE RINGS: Due messaggi a confronto

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All’indomani della deludente visione dell’acclamato The Book of Eli, film con Denzel Washington ambientato in un futuro post atomico che ricorda fin troppo Mad Max, non posso fare a meno di condividere un paio di considerazioni sul messaggio della pellicola. Il protagonista Eli viaggia verso ovest attraverso una terra desolata e violenta, portando con se quella che è, con tutta probabilità, l’ultima copia della bibbia sopravvissuta ai roghi. Carnegie, il cattivo di turno interpretato da Gary Oldman, si parerà sulla sua strada. Vuole a tutti costi il libro perché è consapevole con con le parole in esso contenute potrà regnare indomito sul nuovo mondo, manipolando a suo piacere gli uomini… continua…

IL CAOS

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Il caos è quella cosa chi mi entra in testa alla mattina, appena apro gli occhi, e me la ritrovo accanto di notte, prima di chiuderli. Il caos è il mio fratello siamese. Il caos è la mia palla al piede, un fastidioso appendice del mio vivere quotidiano. Vorrei liberarmene ma non ci riesco, anzi ne sento quasi il bisogno.

Il caos è quella sensazione che mi invade quando cerco di dare un senso agli affari del mondo. Quando mi metto a leggere le notizie e non le capisco, non perché siano complesse, ma perché mi confondono, perché ribaltano i miei ideali, le mie prospettive, le mie priorità.
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IO ODIO LE PAROLE

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Sembrerà strano per chi mi conosce, ma io odio le parole. Le odio profondamente. Le rimuoverei completamente dalla nostra società. Le proibirei. “Da ora in avanti comunichiamo soltanto con i segni, gli abbracci, le strette di mano, o al limite con gli schiaffi ed i cazzotti, ma basta con le parole. Io che non posso fare a meno di scrivere, di raccontare, di parlare, vi dico adesso, SMETTIAMOLA!” Leggi il resto di questa voce

IL GENERALE MASSIMO DELLA VAGHEZZA CONSEGNA DIPLOMI E ATTI DI PROPRIETÀ

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Vi devo confessare che il concetto di proprietà privata non mi ha mai convinto. Anche se il mio amico Demiurgus obbiettava in una recente discussione che il senso del possesso sembra sia profondamente radicato nella natura umana, dato che i bimbi già dal secondo o terzo anno non fanno che dire “mio, mio, mio…”, credo che questo in realtà giustifichi poco. D’altra parte a due anni ci facciamo anche la cacca nei calzoni, e non è certo qualcosa di cui ci possiamo giustificare una volta che raggiungiamo l’età adulta.

Penso che la questione della proprietà privata perda significato nel momento in cui ci rendiamo conto della trascendenza della nostra esistenza. Chi ha la fortuna di assaggiare una briciola di immortalità troverà insipido il rapporto di appartenenza con qualcosa di materiale. Questo non vuol dire che in una società come la nostra non sia necessaria una regolamentazione dei beni mobili ed immobili. Eppure non posso fare a meno di vedere in maniera distaccata tutta questo rincorsa per possedere un qualcosa. Forse è solo un gioco, mi sono chiesto, e ho trovato la risposta che cercavo… continua…

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Spara fucile, spara, che altro non sei che l’estensione d’acciaio del mio braccio, e per quanto cerchi di essere tutt’uno insieme a te, una comoda sensazione di distacco ci separa. Il mio dito fa solo il suo lavoro, il tuo grilletto è solo un ingranaggio, e anche la pallottola che esplode nel corpo del bersaglio altro non è che un oggetto innocuo, un gingillo di metallo e polvere nera… continua…

AVATAR: 150 MINUTI DELLA MIA VITA BUTTATI VIA… O NO?

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Premessa: credo che esistano due tipologie distinte di “opere”, quelle nate per amore, con l’unico fine di esistere, e quelle “prodotte” per essere vendute. Questa non è una critica a un’opera d’amore ma ad un prodotto del mercato cinematografico. Non mi piacciono le critiche, ma valutare un prodotto è un gesto dovuto. Riflettere su un evento o un costume dei nostri tempi, invece, è assolutamente necessario.

Ieri sera ho visto Avatar, un film-prodotto che mi è parso completamente inutile… continua…

VUP: Very Unimportant Person

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Se la più banale delle apparizioni televisive può trasformarti in una “Persona Molto Importante” (VIP), allora io voglio essere un VUP, “a very unimportant person”. Osservando da vicino quei personaggi che riscuotono un certo successo (specialmente tra i giovani) ci facciamo velocemente un’idea della loro caratura. Non sto solamente parlando delle loro doti tecniche ed artistiche, che nella maggior parte dei casi lasciano molto a desiderare, ma di quelle virtù etiche e morali che contraddistinguono un bel modello di persona. La stessa cieca rincorsa verso la celibrità è una chiara dimostrazione della vanità di questi personaggi. Leggi il resto di questa voce

LA SVOLTA

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Mi chiedo, dopo anni di folle rincorsa chimerica nel perseguire gli ideali di condivisione, quando ci sarà questa benedetta svolta epocale che ribalterà la percezione del prodotto mediatico? Perché di sicuro prima o poi arriverà, ma forse bisognerà aspettare la morte di tutti noi matusa, trentenni e quarantenni nostalgici (le generazioni più vecchie dovrebbero crepare molto prima, si spera… continua…

LA VITA È GIOCO, NON COMPETIZIONE

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Tempo fa mi venne fuori questa frase ad effetto e la proposi nel progetto di aforismi “Miraggio“, pensando per altro che probabilmente qualcuno ci doveva aver già pensato. Su google invece non ho trovato niente del genere, quindi potrei prenderne la paternità, se non fosse che ormai fa parte di “Miraggio”, che è un esperimento totalmente anonimo; il respiro della rete… continua…

INTRODUZIONE A “LA VEGLIA DEI GIGANTI”

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Un’attenta riflessione di Tommaso Guzzo sul fenomeno dell’autopubblicazione intruduce il primo libro della community Rivoluzione Creativa. Scaricate il PDF del libro oppure acquistatelo alla pagina ufficiale.

INTRODUZIONE

Un amanuense, un giorno, si infuriò contro le macchine da stampa, perché il suo lavoro diventava lento, folle, inutile. I caratteri mobili avevano dato una spinta alla divulgazione delle idee, il mondo doveva apparire sull’orlo di una crisi epocale: a Venezia Aldo Manunzio (1449-1515) fondò la prima tipografia italiana e per tutto il 700 vi si stampava la metà dei libri prodotti in Italia… continua…

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Sporgo la testa, mi affaccio, mi allungo cercando di afferrare il senso, il movimento di questo assurdo domino che, nonostante continui a far cadere pedine, nessuno vuole fermare. Sono un pezzo che sta al di fuori, l’osservatore del mondo in caduta, additato come l’estraneo, il folle, segregato dentro muri di mattoni e batuffoli di cotone, curioso avvicino l’occhio allo spioncino di un gioco di specchi, che riflette il vero e lo distorce, lo amplifica e a volte le rende ancora più vero.
Il segreto è nel rimanere immobili, ascoltare le voci e decidere placidi, ogni volta, ogni singolo istante, perchè la vita è proprio questo, una scelta continua. Non esistono compromessi, la scelta rimane scelta, mai una condanna. Il peggio che ti può capitare è cadere, ma tanto cadrai lo stesso e allora meglio cadere da soli che essere spinti a terra dal gioco del domino.

Altre Piccole Letture con Carne di Cuore Tritata

Foto di Erika Marshall: http://www.flickr.com/photos/erica_marshall/

FONTE: I Silenti

CERCHI DI FUMO

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L’ennesima partenza nel viaggio di una vita..
Ancora abbracciata alla notte, guardo i primi occhi di luce venir fuori dal morbido grigiore.
I sassi della strada sono ancora illuminati dalle stelle basse ed i neon riflessi sui piccoli tavolini, lasciano spiare scarpe rosse di donne dietro muretti e finestre crepitanti di fuochi e coperte avvolgenti… continua…

P.L.C.C.T. E LA COINCIDENZA DI SPINOZA

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Pochi minuti dopo aver dato alla luce questa “piccola lettura di carne di cuore tritata”, progetto di pensieri e parole che porto avanti ormai dalla scorsa estate, mi sono imbattuto nella storia di questo affascinante personaggio, Benedetto Spinoza. Le mie riflessioni si avvicinano in maniera a dir poco sorprendente con quelle del famoso filosofo ebreo vissuto a metà del diciassettesimo secolo. E siccome c’è chi dice che le coincidenze non esistono… Leggi il resto di questa voce