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Archivi categoria: NARRATIVA

LAPO E LUISA

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di GM Willo

Lapo ha tutto il tempo che vuole, dato che è uscito prima da lavoro ed ha spinto il motorino al massimo lungo i viali, infilando le code che di venerdì si formano puntualmente già alle tre del pomeriggio. A cena stasera viene Luisa, con cui ci è stato ai tempi del liceo ma che poi ha perso di vista, perché prima dei vent’anni la vita segue un suo corso, disseminato di lucciole e stelle filanti, e quello che per un momento pare non aver tempo, l’attimo dopo è già foglie secche nel vento.
Ma Luisa gli era rimasta impressa, forse a causa di quelle sue deliziose fossette, o di quella maniacale fissazione per la musica degli anni settanta, oppure per via di quel folle sabato a Genova durante il G8. Insieme, correndo mano nella mano, avevano evitato per un pelo la carica di una camionetta della polizia, tra il fumo di un auto incendiata e le urla delle sirene. Poi sul treno, mentre tornavano a casa, gli era sfiorato per un momento il pensiero che fosse proprio lei quella giusta, quella per la quale si possono buttare via gli anni del divertimento, delle cazzate con gli amici, per mettersi a fare i ragazzi seri e scoprire una volte per tutte questa strana cosa che la gente chiama amore. Leggi il resto di questa voce

UNA GIORNATA NATA STORTA

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Gli ultimi giorni di febbraio sono i più lunghi. È come se si dilatassero, cercando di compensare con gli altri mesi, e guardi fuori dalla finestra chiedendoti quando finirà questo maledetto inverno, ma ti risponde soltanto una folata di vento che fa piegare senza pietà i rami rinsecchiti degli alberi. Nei sabati mattina lasciati sfilare via tra le lenzuola del letto, con un caffè troppo amaro che ti ricorda di dover cambiare la guarnizione alla caffettiera e le note di un vecchio disco blues in sottofondo, ti vien da pensare che solo un amico possa rivolverti la giornata. Allora accendi il cellulare e scorri la rubrica, lo fai più volte, soffermandoti di tanto in tanto su un nome, come fosse la playlist delle tue relazioni. Un contatto per ogni evenienza, un amica per le serate frivole, un parente per un favore, un amico per le cose importanti, come due chiacchiere e un bicchier di vino. Leggi il resto di questa voce

MOMENTO

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Le cose non vanno così bene…
Sul tavolo del soggiorno un mucchio di lettere ancora chiuse e diligentemente impilate una sull’altra mi ricorda il mio conto in rosso. Sul frigo c’è ancora il post-it di Mirella con sopra una sola, esauriente parola: “Addio!” Il cordless intanto lampeggia rosso, segno che ci sono dei messaggi in segreteria che non mi va di ascoltare.
Rimango in giardino, col sole di marzo che mi accarezza la faccia, e un bicchiere di rosso che richiama dolcemente la mia attenzione. Ci siamo solo noi due in questo istante, il bicchiere ed io. Poi si vedrà…

101 Parole

IL CASO ARTHUR FINDLAY

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Il direttore dell’Hotel Flora, rinomato albergo del litorale, mi contattò una mattina di luglio. Nel pieno della stagione, solo quattordici delle novantatré camere erano occupate, a causa dei cinque decessi avvenuti in rapida successione negli ultimi mesi. La polizia li aveva archiviati come suicidi, tutti avvenuti nei bagni dell’hotel, ma il direttore non credeva alle coincidenze, così contattò l’ultimo vero investigatore privato della costa; io.
Fu così che conobbi Arthur Findlay, pluriomicida, rilasciato due mesi prima dall’istituto per malattie mentali. Aveva preso alloggio nella camera 406 senza mai lasciarla.
Adesso dimorava negli specchi dell’hotel, e continuava il suo lavoro di morte.

101 parole

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L’OMBRA DEI GRANDI ANTICHI

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L’Ombra dei Grandi Antichi è una raccolta di 15 racconti a tema che vi accompagnerà nel misterioso e sconcertante universo creato da H.P. Lovecraft. Negli ultimi anni mi sono trovato più volte ad omaggiare lo scrittore americano, padre di uno degli scenari horror più fantasiosi mai stati realizzati. Ma i “Miti di Cthulhu” in questo libro sono raccontati alla mia maniera, spesso estrapolati dal contesto degli anni ’20 e presentati sotto una luce nuova, più moderna, in alcuni casi addirittura cyberpunk.

Molti di questi lavori sono apparsi in precedenti pubblicazioni sotto lo pseudonimo Jonathan Macini. Il Racconto “Virtual Sothoth” invece è stato scritto in collaborazione con Demiurgus mentre alla stesura di “La Storia di un Diario” ha partecipato Fatum Poetum.
Il libro, nella sua veste colorata grazie all’effetto pergamena, vuole essere una dedica ai Miti e a tutti coloro che amano l’universo di Lovercraft. Si avvale della licenza Creative Commons – Non commerciale – Impegno a condividere ed è visualizzabile e scaricabile gratuitamente a questo link.

Scarica Gratuitamente l’Ebook: L’Ombra dei Grandi Antichi

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Dettagli del prodotto

L’ombra dei Grandi Antichi
di GM Willo (Creative Commons, Attribuzione-Non commerciale-Impegno a condividere 2.0)
Prima edizione
Edizioni Willoworld
Pubblicato febbraio 27, 2012
Lingua Italiano
Pagine 80

Rilegatura Copertina rigida (senza sovraccoperta)
Inchiostro contenuto Colore reale
Dimensioni (cm) 15.2 larghezza × 22.9 altezza

ALTRE PUBBLICAZIONI DELLA EDIZIONI WILLOWORLD

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LA DONNA DELLA TORRE

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di GM Willo

Alla vecchia torre ci andai una domenica mattina dei primi di febbraio, in uno dei giorni più freddi dell’anno, assicurandomi così la quiete del momento e la cristallina visione di quel paesaggio che, passandoci com’era mia consuetudine ogni settimana per recarmi da un cliente, mi ero ripromesso più volte di andare a visitare. La vista dalla strada statale lasciava presagire un piccolo ed idilliaco quadro medievale e devo ammettere che non ne rimasi deluso. Costruita durante il tredicesimo secolo, la torre fungeva da avamposto per i soldati nei periodi di guerra. Ristrutturata più volte, fungeva oggi da attrazione turistica, anche se era ancora parzialmente abitata.
Scesi dall’auto appressandomi al cancello di accesso al piccolo ponte di legno che raggiungeva la base della costruzione, circondata interamente da un fossato pieno d’acqua che, durante la notte, aveva incominciato a ghiacciarsi. Scattai un paio di foto ispirato dalla luce del sole invernale, con i suoi raggi orizzontali e freddi, poi rimasi per un po’ ad osservare la superficie congelata del fossato e le fronde degli alberi che, protendendosi dalla riva, scomparivano sotto l’acqua come arti mozzati. Leggi il resto di questa voce

UN UOMO TRANQUILLO

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Nella mia vita non ho mai tirato un cazzotto a nessuno. Non ho mai litigato per strada con uno sconosciuto, non ho mai fatto a botte per una ragazza, o allo stadio dopo una partita andata storta. Non ho mai dato una schiaffo a una donna, una sberla ad un ragazzino, un calcio ad un randagio. Sono un tipo quieto, io, di quelli che preferiscono tenersi in disparte quando l’atmosfera si fa calda, ed anche quando bevo più del solito rimango docile, anzi forse lo divento ancora di più. Sono un tipo così, come ce ne sono tanti ormai in questo occidente narcotizzato, e ne sono stato fiero per molto tempo. Ho sempre guardato i tipi violenti dall’alto verso il basso, io che sapevo controllare le mie emozioni, impassibile davanti ad una provocazione, o forse più semplicemente incapace di reagire per paura di prenderle. Calma, disciplina, intelligenza, cautela, tutte armi indispensabili per evitare un naso rotto o un dente spaccato. Sono così, e se chiedete in giro tutti quelli che mi conoscono potranno confermarlo, per questo non posso fare a meno di sorridere al pensiero delle loro facce quando scopriranno quello che ho fatto… Leggi il resto di questa voce

PANFILO

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di Gano

Al bar lo chiamavamo Panfilo, non per la sua stazza, dato che era sul metro e settantacinque e ben proporzionato, ma perché aveva sempre avuto manie di grandezza e, anche se non se lo poteva davvero permettere, si era comprato un piccolo motoscafo di cui andava molto fiero… da lì il soprannome, che a lui in principio non piaceva ma che aveva saputo col tempo accettare, come tutto il resto d’altronde. Perché in fondo è sempre stato un buon uomo, anzi, forse un po’ troppo buono per questo mondo. Io lo dico sempre, se si vuol giocare al gioco del Mondo Bastardo, bisogna essere un po’ bastardi dentro, altrimenti si rischia solo di galleggiare nella merda, fino al dannato giorno in cui la nera signora viene a reclamare la tua anima… continua a leggere…

UN BRUTTO SOGNO (Sharing is caring… ma stai attento a cosa mangi!!!)

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di GM Willo

Ieri notte ho fatto un brutto sogno. Succede tutte le volte che mangio una pizza con il salamino piccante e i peperoni, e poi ci aggiungo anche l’olio al peperoncino perché quando la bocca mi prende fuoco mi piace da matti! Gli ingredienti aprono la porta di Oniria, il mondo dei sogni, ma il tema del viaggio ce lo mettono sempre le notizie in prima pagina, e ieri non si è fatto che parlare di pirateria informatica, di leggi repressive e di sistemi per controllare internet. E così, nella semioscurità della mia stanza da letto, ho chiuso gli occhi e i peperoni si sono messi a lavoro… continua a leggere…

IL DIPINTO

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di GM Willo

La prima volta che varcai la soglia della Casaccia avevo appena compiuto undici anni. I miei genitori organizzarono la festa di compleanno il sabato a ridosso del giorno ufficiale, ma era anche l’ultima settimana di scuola e molti dei miei amici se ne sarebbero partiti per il mare quello stesso weekend, perciò quel pomeriggio estivo di venticinque anni fa si presentarono soltanto tre dei sette ragazzi che avevo invitato. Quel giorno mia madre fece di tutto per accontentarmi, forse per farsi perdonare il fatto di non aver accettato, come ogni anno, la mia proposta di anticipare la festa al sabato prima, proprio per dare l’opportunità a tutti di parteciparvi. Ma lei, sempre disponibile e accondiscendente, diventava inflessibile quando ci si metteva di mezzo una superstizione. Mai e poi mai avrebbe acconsentito a celebrare il mio compleanno prima della data effettiva, perché portava male, e lo sapevano tutti. continua a leggere…

DOVE FINISCE IL NULLA?

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di Jonathan Macini

– “Dove finisce il Nulla? Te lo sei mai chiesto?
Beh, il Nulla ha un suo inizio. Per trovarlo basta scavare in profondità, disseppellire qualche banale convinzione, messa lì dalla nostra coscienza, schermare le illusioni del mondo ed ingoiare la paura. Il Nulla incomincia nella pancia, ed è un varco largo appena pochi atomi, ma ampio abbastanza perché la tua anima filiforme riesca passarvici. Oltre il varco niente delimita il Nulla…
La vita è mera distrazione. Da bambino il gioco prende quasi la totalità della tua attenzione, e le cose non cambiano di certo con l’età adulta, anzi. Quello che cambia è le terminologia, così ci ritroviamo a chiamare il gioco con le parole più fantasiose: lavoro, carriera, amore, famiglia, responsabilità, eccetera, eccetera… Comunque lo chiami rimane sempre gioco, ovvero distrazione.
Esistono solo due cose che non hanno a che fare col gioco: la porta che delimita la nostra vita, formata da due superfici opposte che chiameremo nascita e morte, e l’infinito che ci alberga nel quale risiede il Nulla. Ma quale misera parola per descrivere qualcosa di così immenso… continua a leggere… 

IL MIO VECCHIO AMICO CTHULHU (…e l’arte del diario a racconti)

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Anni fa non riuscivo a capire come mai molti scrittori attingessero dalle loro esperienze personali in fase di composizione. Ho sempre pensato “Ma come, hai la possibilità di mandare alla deriva la tua fantasia ed invece preferisci utilizzare la realtà come base per le tue storie..?” Oggi invece ogni racconto che scrivo nasce inevitabilmente da qualcosa che ho provato, vissuto, visto, sentito o anche semplicemente letto, questo non solo perché le esperienze vissute facilitano la descrizione delle scene e di conseguenza la composizione, ma anche perché diventano in questo modo più mie, non solo in quanto da me scritte ma anche perché in parte vissute. Così, quando mi metto a rileggere i miei racconti, è un po’ come se leggessi il mio diario. Leggi il resto di questa voce

LISA

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Lisa mi disse che aveva un altro uomo la sera dello scorso 13 febbraio. È passato quasi un anno da allora e adesso mi sento molto meglio. Sto addirittura pensando di incominciare un’altra relazione seria, forse con Paola, perché ci intendiamo bene su molti fronti.
Con Lisa ci sono stato insieme cinque anni. Nessuna prima di allora aveva conquistato il mio cuore come ci era riuscita lei, ma di questo me ne sono accorto solo dopo, coltivando una strana mancanza, un’insana assuefazione che non avrei mai pensato potesse colpirmi. Fino a quel 13 di febbraio non c’erano state avvisaglie. Tutto è esploso in un attimo; la fine della nostra storia, dei nostri progetti, ma anche la terribile rivelazione di sentirmi completamente perduto senza di lei. Io che mi ero sempre mantenuto all’erta dalle relazioni asfissianti, io che avevo troncato già tre rapporti seri per evitare coinvolgimenti emotivi incontrollabili, di colpo mi è venuto a mancare il terreno sotto i piedi… e così sono caduto. Ma né io né lei potevamo sapere che sarei caduto così in basso da arrivare a udire i sussurri dei miei mostri più infimi… continua a leggere…

L’ULTIMO NATALE

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Il bambino chiese al padre del Natale. Ne aveva sentito parlare a scuola da un curioso professore di storia che la sapeva lunga, e quando lui aveva alzato la mano per chiedergli che cosa fosse, il maestro aveva scrollato le spalle e liquidato la questione dicendo che era qualcosa di assolutamente inutile che usavano fare gli Antichi.
Il bambino aveva sentito molto parlare degli Antichi, quelli che avevano i computer, le televisioni, le auto super veloci, gli aeroplani e le partite di calcio, tutte cose ormai scomparse da svariati secoli. Leggi il resto di questa voce

IL MARINAIO

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Nel cuore della tormenta, mentre la tua vita è appesa a un filo, puoi riuscire a vedere una luce. Magari è solo un riflesso, o forse addirittura un abbaglio, un inganno dei tuoi occhi, ma la sua vista ti porterà a dover scegliere se credervi oppure no. La differenza tra il credere alla luce e l’ignorarla è pari allo scegliere tra il vivere e il morire, perché anche quando sei in balia delle forze della natura, la tua vita dipende sempre dalle tue scelte. Leggi il resto di questa voce

UN BEL FACCINO

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di GM Willo

Sabina si è messa a guardare la TV come ogni sera, distesa sul divano foderato di velluto beige e i cuscini a fiori sparsi un po’ dappertutto. Ha in mano il telecomando che controlla con fare svogliato, mentre con l’altra mano descrive un movimento preciso verso la ciotola dei popcorn sul pavimento. Nell’etere si ode solo il brusio dell’apparecchio a basso volume e lo sgranocchiare lento dei fiocchi di mais, due suoni che sembrano galleggiare sopra un oceano di silenzio. La casa è immersa in un’oscurità profonda, a parte il salotto, illuminato a fatica dalle immagini random del televisore… continua a leggere…

DEDICA

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Esiste un legame che ci unisce, non è solo un fatto di sangue, l’abbiamo costruito insieme, e niente ce lo potrà togliere. Io vi ho già conosciuto, in epoche passate, in strane diramazioni della nostra realtà, nelle ipotetiche fantasie dei più illustri narratori. Io ero vostro compagno, vostro fratello, vostro figlio, e adesso sono vostro padre, per un attimo, il tempo di una meteora che cade. Io vi sento, vi vedo, vi accolgo, nell’abbraccio che scuote la realtà, quella di ogni giorno, quella fatta per distrarci dalle cose più importanti. In quell’abbraccio capisco il senso di tutti questi fili che ci uniscono, intrecciandosi in un garbuglio privo di significato. Io e voi…. per sempre.
Questo è quello che riesco ad insegnarvi. Perdonatemi, se avete bisogno di altro. È tutto ciò che riesco a fare, spero che sia abbastanza, che vi possa aiutare nella vostra lunga vita, che è solo un bagliore nel cielo in tempesta, considerando tutto… Ci possiamo rifare. Ne avremo di possibilità, nel futuro come nel passato, su nei cieli più alti come nelle profondità degli abissi più innominabili.
In questa serata di musica e di leggerezza, vi abbraccio con trasporto, cercando di comunicarvi il senso dell’infinito, dell’uroboro, della musica che si ripete e ci fa da sottofondo. La nostra colonna sonora sarà meravigliosa, ed accompagnerà ogni nostro passo. Non so ancora dove ci condurrà, ma fidatemi di me… sarà un posto di sole e di verdi praterie… ne sono certo.
La canzone si avvia alla fine, ma non temete, la musica non finirà… lei sarà sempre con noi. Un assolo di chitarra, un ritornello che ci rimbalza nella testa, una batteria incalzante. È sempre con noi, miei ragazzi. Basta alzare il volume. Eccolo… Alzalo ancora… dai!

Raccontami sulle note di… Brothers of Mine di Anderson Bruford Wakeman Howe 

Fonte: The colony of slippermen

LA PROMESSA DI SAWAR

di GM Willo

Nei sotterranei asettici della base Antartica, ogni rumore risaltava amplificato, circoscritto dentro una bolla di silenzio artificioso, probabilmente causata dalle abbondanti nevicate che andavano a depositarsi sulle tre cupole del complesso scientifico durante tutto l’arco dell’anno. Dentro l’edificio si lavorava giorno e notte al progetto Limbo, l’ultima frontiera dei mondi virtuali, o almeno questo era quello che si sussurrava in rete.
L’uomo si era appena sottoposto agli ultimi test per entrare a far parte dell’esperimento. L’idea era stata di suo figlio Thomas. Era lui l’esperto di computer… continua a leggere…

LIMBO: Il Libro

Una ragazza incaricata dal padre morente di proteggere il medaglione sacro della sua famiglia. Un aspirante cavaliere guidato da uno strano sogno. Un apprendista mago desideroso di apprendere misteri che il suo maestro non vuole o non può rivelargli. Le vite di questi tre giovani verranno stravolte da alcuni strani eventi che non riusciranno a capire del tutto. Esistono davvero gli Elenty, i primigeni capaci di usare la magia? Torneranno le antiche città sommerse? Ma soprattutto, che cos’è per davvero Limbo? Leggi il resto di questa voce

LIMBO – CAPITOLO 30: La Migrazione

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Rivoluzione Creativa augura a tutti i suoi membri un felice agosto all’insegna del riposo e della ricarica… ricarica nel senso di “ricaricare le batterie della creatività”, un esercizio al quale mi presto regolarmente, staccando completante la spina del solito tram-tram. Solo così infatti mi riprende la voglia di fare, e spero succeda anche questa volta.

E allora ci rivedremo a settembre, con l’arietta dei primi temporali e le notti leggermente più lunghe, ideali per seminare qualche bella storia. Ma se nel frattempo il bagnasciuga vi dovesse ispirare un pensiero o un raccontino, mandatemelo pure all’indirizzo info@willoworld.net, oppure usate la piattaforma di RC, o ancora il gruppo aperto di Facebook. Al mio ritorno verrà prontamente pubblicato sulle pagine del sito ufficiale di Rivoluzione Creativa.

Nel salutare tutti i lettori del sito, vi lascio con l’ultimo capitolo del libro-blog Limbo, un progetto che ho iniziato nel 2006 e che finalmente trova oggi la sua conclusione. Seguirà una pubblicazione cartacea e digitale di tutta l’opera, ovviamente riveduta e corretta. Buona lettura e buone vacanze!

GM Willo

LIMBO – CAPITOLO 30: La Migrazione 

Lontano, in una torre sotto l’oceano, Wirlock spense i monitor e si alzò dalla console. Una nuova crepa si formò su una delle vetrate che davano sui fondali marini. Il vampiro non ci fece caso e attraversò la stanza di controllo per sedersi al tavolo in cui le proiezioni degli ultimi programmatori della Rete di Hope usavano ritrovarsi per discutere del destino di Limbo… continua a leggere…