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Archivi categoria: 101 PAROLE

VIKTOR (terza parte)

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“Chi sono?” si chiese, una domanda inconsueta per un Arenty. Viktor piangeva guardando verso l’orizzonte. In lontananza poteva scorgere il picco perennemente innevato della montagna sacra. “Perché mi chiedi questo?” chiese, ignaro della presenza che lo guidava.
L’Aviatores era sotto la torre più alta, quella che conteneva la storia del mondo, non Limbo… il mondo di prima, diverso, corrotto e maledetto. Pose le mani sulla liscia parete di vetro scuro. Chiuse gli occhi rigati dal pianto ed entrò nella struttura dell’edificio.
Quanto la torre si sgretolò su di lui un nugolo di uccelli prese il volo dal boschetto vicino.

Si conclude qui questo piccolo intervallo da tre centouno parole.
La prossima settimana l’ultimo capitolo del secondo libro del romanzo Limbo.

FONTE: Limbo

ADDIO AL CELIBATO

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– Stai scherzando… vuoi davvero cancellare tutto? Il ricevimento, gli invitati, gli anelli, la luna di miele… Dai, lo sai che è stata solo una birbonata… maledetti amici!
Lei evitava accuratamente il suo sguardo. Con indosso mutandine e canottiera, si muoveva nella cucina dell’appartamento nuovo con gesti semplici e precisi. Aprì uno sportello, afferrò la tazza dei cereali, un cucchiaio dal cassetto, posò tutto sul tavolo, poi prese il latte dal frigo. Nel frattempo la caffettiera aveva incominciato a gorgogliare. Con un altro gesto calibrato, l’afferrò per il manico e ne rovesciò il contenuto sui piedi nudi del giovane promesso sposo.

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VIKTOR (parte seconda)

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Le navi dei Veggenti avevano lasciato l’isola il giorno prima. Gli aggiornamenti erano stati prontamente stazionati nell’edificio centrale, quello che conservava la storia del mondo. Le altre due torri di vetro erano sigillate, inaccessibili. Il compito di Viktor, come degli altri Aviatores, era quello di proteggerne il contenuto.L’uomo ebbe un nuovo giramento di testa. Erano giorni che succedeva… Si appoggiò alla parete di vetro della torre vicina e percepì una strana sensazione al palmo della mano. Si scoprì capace di proiettare le sue percezioni fin dentro il reticolato del programma struttura. Viktor si sentì nuovamente ghermire da un impulso entropico.

Limbo

VIKTOR (prima parte)

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L’uomo si strinse nel mantello scuro e risalì la collinetta, uscì dall’ombra della foresta che circondava la biblioteca e cercò un po’ di calore nel sole velato dalle nebbie mattutine. Chiuse gli occhi e odorò essenze lontane portate dal vento. L’isola galleggiante si muoveva per i cieli di Limbo con un suono sommesso. L’avvento dell’eclisse aveva deciso la nuova rotta: Mountoor.
L’uomo si chiamava Viktor. Era solo un Arenty votato al progetto, ma da giorni un pensiero che non doveva appartenergli lo turbava. Uno strano impulso distruttivo.
Pensò per l’ennesima volta di parlarne agli altri Aviatores, ma preferì rimandare. Domani, forse…

101 ParoleLimbo

DUE STELLE

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Il sole se n’era appena andato che apparvero due stelle sopra l’orizzonte. Nel riverbero vespertino della sera si riusciva appena a distinguerle. Entrambe ammiravano il mondo, e mentre la prima aveva una parola gentile per tutti, la seconda non perdeva mai l’occasione di atteggiarsi a saputella, dispensando feroci critiche.
«Perché fai così, sorella?» chiese la prima.
«Ma come, non lo sai? La critica è il miglior consiglio!» rispose secca la seconda.
Poi arrivò il buio, e mentre la prima si accese fulgida, l’altra incominciò a lampeggiare ed infine si spense, perché altro non era che un vecchio e bisbetico lampione arrugginito.

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AGGIORNAMENTI DAI BLOG

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I SILENTI:
Letture in un quadro, ovvero gli ultimi interventi di Rivoluzione Creativa
The Wave, un estratto dal progetto Urlo
Due documentari in una sera, consigli per la visione…

STORIE DI RUOLO
Addio Farnk Frazetta, omaggio a un grande che ci ha lasciati

THE COLONY OF SLIPPERMEN
PFM AD 2010 La Buona Novella

Parole Cattive per il progetto 101 Parole

Tu Non Esisti per il progetto Limbo

Un Mondo a Gambe Aperte seconda edizione, per la Giostra di Dante

ULTIMI INTERVENTI…

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Ultimo post su Storie di Ruolo: La Rivalsa dei Giochi da Tavolo e di Ruolo

Ultimo post su The Colony of Slipperman: Riverside Live – Tilburg 23/4/2010

Ultimo post della Giostra di Dante: Poena di Jonathan Macini

LIMBO – LA PROMESSA DI SAWAR

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«Perché non può venire con me?»
«Mi spiace ma lo screen di suo figlio non mostra i requisiti necessari per prendere parte al progetto Limbo.»
L’uomo guardò con odio la programmatrice. Lei rimase impassibile.
«Che ne sarà di lui?»
«Parteciperà ad un programma alternativo. Limbo non è l’unica arca della salvezza, questo lo sa anche lei.»
«Si ma… potrò rivederlo?»
«Chissà, forse un giorno…» ma la voce della donna era gelida, priva di emozioni.
L’uomo abbracciò il ragazzo.
«Thomas, ti prometto che ci rivedremo» disse. Poi si addormentò, e sognò di chiamarsi Sawar.
Fu quella promessa non mantenuta a trasfigurargli l’anima.

http://limbo2009.wordpress.com/

RIGENERATORE DI SANITÀ

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di Jonathan Macini

Arrancai verso il deck, le gambe gelatinose e la bava alla bocca. Non ricordavo l’orrore che mi si era presentato, trasformandomi in una sottospecie di ameba paglierina. Solo l’odore di cordite sulle mie dita giustificava le ricariche vuote dello shotgun. Quella cosa, la cui immagine aveva scavato nella mia mente estirpando ogni radice della ragione, doveva aver assaggiato un bel po’ di piombo.
Accesi il processore e afferrai lo spinotto. Indeciso se cercare il plug-in dietro l’orecchio o infilzarmelo nell’occhio destro, scelsi la prima opzione. Il programma iniziò subito a ripristinare i collegamenti tranciati.
Sentii rifluirmi dentro la sanità mentale perduta.

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I PRETI DI SATANA

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Il ragazzo si chiamava Igor, magro come un giunco, i capelli riccioli e corvini gli ricadevano sul volto. Esibiva disinvolto un enorme tatuaggio sul braccio destro, che dal polso saliva fino alla gola, la testa di un cobra con le fauci spalancate… continua…

PARTE 2 E PARTE 3

101 PAROLE: UN PROGETTO IN ESPANSIONE

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20 mesi di attività, 15 autori, 267 piccole storie per un totale di 26967 parole… un progetto nato per gioco, come tutto del resto d’altronde, che lentamente sta diventando un vero e proprio fenomeno. 101 parole è un formato ermetico per la composizione di racconti brevissimi.

Il limite metrico compositivo è la sfida proposta da questo strumento creativo. Riuscirà l’autore a concentrare in appena 101 parole una storia che stia in piedi? Beh, provateci anche voi e mandatemi il risultato a info@willoworld.net.

Visitate la pagina ufficiale del progetto con il nuovo header appena inserito.
PS: Anche questo articolo ne ha 101.

FONTE: I Silenti

LÀ DOVE IL TEMPO MUORE

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Come al solito mi lascio influenzare e trasportare dalle cose che leggo… l’articolo che ho tradotto stamattina mi ha dato il “la” per questo 101 parole…


C’era una volta…
“Cosa significa, nonno?”
…ehm, è la forma passata del verbo “essere”, usata dagli uomini in tempi antecedenti la grande migrazione. Oggi il tempo non esiste più e perciò questa forma è scomparsa, ma per potervi raccontare una storia di quel periodo devo per forza coniugare i verbi al passato e anche al futuro. Prestate attenzione e cercate di seguirmi.
“Va bene nonno…”
“Quanto è strano il nonno…”

Ai confini dell’universo, là dove il tempo muore, l’intera umanità viaggia su delle scie di luce, in forme filamentose di dati. L’estremo tentativo di ingannare la morte.

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QUANDO LA VITA FA SCHIFO

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– Che freddo!
– Dai, non ci pensare…
Lavoravano da ore nel camion del pesce surgelato, Gianlu’ e Doddo, amici per caso, entrambi vicino ai quaranta, moglie e figli per il primo e uno sporco vizio per il secondo. La crisi aveva bussato alle loro porte senza preavviso, lasciandoli entrambi senza lavoro. Unica alternativa, il mercato del pesce sull’autostrada. Persici del lago Vittoria comprati con le armi e orate prodotte in serie…
– Ho le mani congelate!
– Meglio le mani che il pisello…
Dal camion provenne una risata squillante assolutamente fuori luogo. Perché la vita, soprattutto quando fa schifo, riserba sempre qualche bella sorpresa.

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LA MAESTRA

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Rosaria Vallin, così si chiamava la mia maestra di scuola.
Ricordo come fosse ieri la mattina in cui fece la lezione di geografia. Parlammo di quei paesi del Corno d’Africa dimenticati da dio. Non che dio c’entrasse qualcosa, intendiamoci… Alzai la mano timida dall’ultimo banco in fondo alla classe.
– Qual’è la ragione di tutta questa povertà? – chiesi ingenuamente.
Allora lei sorrise gentilmente e ci spiegò delle colonie, della suddivisione degli stati dopo la guerra e di tutte le ingiustizie perpetuate dall’uomo bianco.
La sera stessa decisi cosa avrei fatto della mia vita, anche se non sapevo neanche cosa volesse dire “bombarolo”.

http://101parole.blogspot.com/

MAGRA CONSOLAZIONE

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Non avevo fatto niente, ma la polizia entrò buttando giù la porta, le pistole spianate come se fossi un boss mafioso. Le bimbe strillarono, mia moglie mi lanciò uno sguardo accusatorio che non dimenticai per tutta la successiva tiritela del divorzio. Io invece rimasi immobile, mentre il cervello andava a cento all’ora, scavando tra i documenti della bottega che avevo consegnato all’agente delle tasse, non riuscendo però a capire dove avessi sbagliato. Persi tutto per le spese legali. Mia moglie se ne andò portandosi via le bimbe. Alla fine della persecuzione l’unica consolazione che mi rimase fu la mia provata innocenza.

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LIMBO: I GIOCHI ERORICI DI DAVINIA (101 Parole)

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I suoi baci incominciavano ad annoiarlo. Tutto lo annoiava, ormai.
Lei gli si avvicinò con addosso solamente due veli. C’era qualcosa di diverso nei suoi occhi… continua…

L’UOMO CON TUTTE LE RISPOSTE

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Al suo risveglio scoprì di non avere più alcun dubbio, e ciò lo rese inquieto. Camminò quel pezzo di strada che percorreva ogni giorno per recarsi a lavoro, conscio di avere una risposta per ogni quesito, e si sentì soffocare. Sedette alla sua scrivania davanti allo schermo acceso, convinto di potersene restare lì tutto il giorno, immobile e sereno, perchè niente poteva ormai sorprenderlo.
Per questo motivo, nonostante il vento, la pioggia e i quindici piani sotto di lui, non esitò a spalancare la finestra dell’ufficio. E il telefonò squillò.
“Rispondo, poi si vedrà…” pensò.
Ma mise un piede in fallo.

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IL PICCOLO TOBIAS

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IL PICCOLO TOBIAS
Di Jonathan Macini

La mamma del piccolo Tobias era diversa quella sera. Se n’era rimasta tutto il pomeriggio a fissare la TV sintonizzata su un canale morto, due vacui occhi ancorati al tremolante nevischio grigio.
Tobias giocava tranquillo con i treni sul tappeto rosso del soggiorno. Quando sua madre gli disse di mettersi il pigiama gli sembrò la cosa più naturale del mondo. Lei gli avrebbe rimboccato le coperte e, prima di spengere la luce, dato un bacio sulla fronte.
La sua testolina non ebbe il tempo di spiegarsi perché quella sera sua madre, invece di augurargli la buonanotte, gli infilò le forbici negl’occhi.

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LA LEGGENDA DEGLI ASTROMANTI ATTO III EP. XVII: Il Tuono

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Il contadino abbracciava il figlio e la sua donna, con le spalle rivolte alla fattoria e lo sguardo sui campi lasciati a maggese. Singhiozzavano teneramente, stringendosi formando un intreccio organico di pelle ed ossa, tre ombre di un mondo in declino.
«Cosa li hai detto?» domandò Tielsin.
«Di coltivare… ma non ne hanno voluto sapere.» Gli occhi di Alia erano stanchi ed arrossati.
Un tuono percorse il cielo privo di nuvole.
«Che succede?» chiese Rudor.
Tielsin guardò in su ma non rispose. Si rimise in cammino verso gli altri villaggi, avvolto nel suo mantello le cui stelle sembravano essersi ormai offuscate.

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L’UNIVERSO IMMOBILE

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“Secondo le scritture dei Profeti Astromanti, ogni evento che accade nel nostro universo fa parte di un disegno circolare. Ecco perché tutto, prima o poi, ritorna. Alterando le fondamenta su cui si basa la stessa esistenza del cosmo, è possibile stabilizzare questo universo. Dalla circolarità all’immobilità.
Per innescare questa rivoluzione bisognerebbe che molti maghi richiamassero un potere tale da distruggere l’intero sistema solare. Questo incantesimo è chiamato il Vibrato.
La magia è un modo, ma ne esiste un altro. Se la maggioranza degli uomini fosse disposta ad accettare l’annientamento dello schema ciclico, il processo di rimodellamento dell’universo avverrebbe in modo naturale…”

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