Feed RSS

FAI COME VUOI!

Inserito il

di GM Willo

“Fai come vuoi”, ripetevo tra me, con lo sguardo rivolto alle mie All-Star e il cappuccio tirato sulla testa per deviare le folate di vento provenienti dal nord. Avevo deciso di tornare a casa a piedi, perché camminare mi ha sempre aiutato a riflettere, a farmi una ragione delle cose più irragionevoli, e la scelta di Michele era più che irragionevole: era completamente folle.
Ma gli amici servono a questo, ad ascoltarti, a capirti, a consolarti, ma anche a darti due schiaffi quando servono, perché c’è un tempo per parlare e un tempo per agire. Negli ultimi tre mesi ho esaurito tutte le parole del mio vocabolario, tutta la pazienza accumulata nei miei trentotto anni di vita, tutta saggezza guadagnata grazie alle lettura e alla riflessione. Era giunto il momento di dire le cose come stavano, di estirpare con la forza quel velo che era sceso sugli occhi del mio migliore amico, e di urlargli in faccia un fatto a dir poco lampante: stava sbagliando.
La storia è una delle tante, di quelle che si ripetono sempre più spesso in questo occidente saccheggiato di valori. Michele e Fabrizia, dieci anni di fidanzamento coronato dal matrimonio, la prima dolce attesa, la casa, il secondo figlio, e via così, su un binario che stranamente mette sempre più paura alla gente. Un viaggio asfissiante, su un vagone troppo stretto, troppo così maledettamente prevedibile… mentre la vita scorre fuori dai finestrini a duecento chilometri all’ora. L’unica soluzione, nelle menti alla deriva dei neo quarantenni privi d’identità, è il deragliamento. Non ci sono altre possibilità!
Così Michele ha incontrato Sabrina, di dieci anni più giovane, e ha seguito il suo cuore. Com’è che dice quel famoso libro? “Va dove ti porta il cuore!” Certo, apparentemente la soluzione più ovvia, ed è esattamente il cuore che accende il desiderio dei maniaci, dei pedofili e dei sadici. Anche loro seguono le loro emozioni, proprio come fa il padre di due bambini che li abbandona mentre stanno sognando nei loro letti, ignari ed indifesi, con la scusa dell’amore… quello “che move il sole e le altre stelle…” peccato che è la terra che gira, mentre il sole sta fermo! Ma il nostro amico Dante parla di un altro amore, non quello egoistico che vendiamo insieme alle bibite gassate e ai pannolini nelle nostre Fiction TV.
Ero uscito di casa con la risolutezza di un samurai, convinto del fatto che se avessi usato la forza come ultima ed estrema risorsa, Michele non avrebbe potuto fingersi più sordo. Ho scampanellato come un matto sotto casa sua, il monolocale appena affittato nel quale trascorreva la sua passionale avventura con Sabrina. Gli ho imposto di scendere, che non mi andava di guardare in faccia quell’ingenua ragazzetta che cospirava inconsapevolmente insieme al mio stupido amico la distruzione di una famiglia, e quando è uscito dall’ascensore l’ho affrontato come non avevo mai fatto prima. L’ho guardato negli occhi, mentre lui li distoglieva, ho fatto un passo in avanti, le mie mani sul suo petto e poi una spinta, improvvisa, non forte ma talmente inaspettata che si è ritrovato col culo per terra, il volto sconvolto. “Che cazzo fai?” gli ho gridato. Lui ha provato a rimettersi in piedi, e in quel suo imbarazzante tentativo di riprendere il controllo del suo equilibrio, ho provato a ricordarmi di quando facevamo le gare in motorino sul vialone, delle risate sulle panchine con le buste della Coop piene di birra da due soldi, del suo sorriso ingenuo ma onesto… dov’era tutto questo? Perché non riuscivo a vederlo più? È stato in quell’istante che ho fatto un passo all’indietro e ho abbassato le difese. Allora lui si è rialzato in piedi, ha messo sul volto un ghigno orgoglioso e mi ha sputato addosso la frase rivelatrice, l’epilogo di tutta la storia: “È la mia vita e ne faccio quello che voglio!”
Le parole come acqua ghiacciata sul mio viso.
È LA MIA VITA E NE FACCIO QUELLO CHE VOGLIO!
Niente di più giusto. Niente di più lineare, e corretto, e vero… È la tua vita, e sei libero di sabotarla come più ti aggrada. “Fai come vuoi!” gli ho risposto, perché non si può spiegare ad un cieco che cos’è il colore giallo, o condividere insieme ad un sordo la potenza della nona di Beethoven.
Michele era il mio migliore amico e ho cercato di aiutarlo, ma è inutile provare ad aiutare chi non vuole essere aiutato. Per questo non ho preso l’autobus e sono tornato a casa a piedi. Per sradicare il mio senso di colpa, e farmi una ragione della mia impotenza.
E il vento freddo sulla faccia è stato una carezza confortante, come la coccola di un dio.

Add to FacebookAdd to DiggAdd to Del.icio.usAdd to StumbleuponAdd to RedditAdd to BlinklistAdd to TwitterAdd to TechnoratiAdd to Yahoo BuzzAdd to Newsvine

Annunci

Informazioni su Willoworld

Raccontastorie, Narraleggende, Inventore di mondi, scrittore, fotografo, padre, blogger e giocatore di ruolo http://www.willoworld.net/

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: