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L’ALLENATORE ONIRICO

Inserito il

di GM Willo

Da ragazzo avevo un sacco di idee per la testa. Se qualcuno mi chiedeva che cosa avessi voluto fare da grande, io me ne venivo sempre fuori con i mestieri più stravaganti, tipo l’addomesticatore di tarantole, il trombettista stonato di una band punk-rock, il ricercatore di animali preistorici (ancora in vita, s’intende) oppure il soffiatore di vetri, che in effetti è un mestiere vero e proprio e non ha nulla di strano, ma io lo trovavo talmente affascinante da annoverarlo nella mia collezione di mestieri fantasmagorici. Insomma, fin da piccolo avevo la nausea per i lavori normali, quelli dei nostri genitori, come ad esempio l’assicuratore, che era il mestiere di mio padre, oppure il casellante autostradale, che solo l’idea mi faceva sbadigliare. Volevo fare qualcosa che nessuno sapeva fare, che nessuno neanche pensava potesse esistere. Mai però avrei creduto che un giorno mi sarei occupato di sogni, e mai avrei pensato che a causa di ciò sarei finito nei guai.
Il mestiere lo chiamai “Dream Trainer”, anche se l’appellativo anglosassone mi è sempre rimasto antipatico, ma l’equivalente “Allenatore Onirico” non avrebbe certo avuto molto successo in questo mondo a stelle e strisce. Il nome inglese mi consegnò fin dall’inizio una certa autorità, nonostante non sapessi neanche io bene come avrei potuto insegnare ad altri le cose che ero riuscito a scoprire, ma la gente dava per scontato il fatto che la mia “scienza” fosse in qualche modo importata dall’altra parte dell’oceano, e quindi si fidava ciecamente di me.
“Sai, sto andando da questo Dream Trainer per dei problemi d’insonnia” oppure “Se hai degli incubi ricorrenti, dovresti vedere un Dream Trainer…” È questo il modo in cui la voce si è sparsa, e così la gente si è col tempo fatta un’idea di ciò che proponevo, anche se in realtà facevo ben altro che risolvere problemi d’insonnia. Incominciai con una serie di seminari per circoli ristretti, massimo una decina di clienti. La mia esperienza in campo onirico era totalmente autodidatta, anche se mi ero fatto una discreta cultura a riguardo, specialmente dopo le mie prime personali scoperte.
Alcuni trattati di psicologia mi aiutarono a capire la dimensione dei sogni, mentre studi più pionieristici riuscirono a spiegarmi il perché fossi in grado di estendere a mio piacimento i miei viaggi sopra il cuscino. L’onironautica non è una scienza nuova, ma il totale controllo del sogno lucido e della sua durata, hanno elevato il mio mestiere al rango di vera e propria arte, un’arte che, nonostante il suo approccio non facile, è risultata accessibile a tutti i miei clienti. Badate bene, ci tengo a sottolineare che chi ha lavorato con me non è mai stato un mio paziente perché in realtà io non possiedo alcun attestato di tipo medico, perciò ho sempre considerato i partecipanti alle mie sedute come clienti.
Il controllo del sogno è un’esperienza che abbiamo vissuto più o meno tutti. Nella fase rem, o sonno superficiale, la percezione del sognatore diventa elastica e perciò siamo in grado di fare presa sull’esperienza onirica, che può durare percettibilmente un tempo considerevole, anche se in realtà si tratta sempre di una manciata di minuti appena. Ma il sogno lucido in fase rem, oltre ad essere sostanzialmente breve, ha anche un impatto emotivo minore perché si è in realtà “quasi svegli”, e quindi fin troppo coscienti dello stare sognando. Ben diverso è il sogno lucido durante il sonno profondo, più difficile da controllare e da ricordare ma estremamente più gratificante dal punto di vista sensoriale. Avevo vent’anni quando mi domandai in che modo avrei potuto attingere totalmente alla potenza del sonno profondo creando un sogno lucido da poter dilatare per un tempo praticamente illimitato, e mi ci vollero tre anni di esperimenti e tentavi per riuscire ad arrivare ad una soluzione. Bisognava partire dal sonno di superficie per prendere il controllo del sogno lucido, e poi gettarsi nell’abisso sconfinato del sonno profondo senza però perdere il ricordo dell’esperienza. Per fare questo escogitai diversi tipi di espedienti, come ad esempio i deja-vu forzati, che lasciano dei solchi ben marcati sul supporto di memoria organica, oppure le risalite in superficie per imprimere meglio l’esperienza, anche se queste potevano portare ad un risveglio precoce. Col tempo sono riuscito ad affinare la tecnica e a controllare pienamente il sogno nel sonno profondo, così mi convinsi di poterla insegnare anche ad altri.
Ma la rivelazione non poteva arrivarmi senza un prezzo da pagare, ed è per questo che la mia storia vi giunge da un server remoto, a cui ho accesso grazie ad una connessione presa in prestito dal wi-fi di una stazione di servizio anonima. Non posso più esercitare la mia professione, non posso più insegnare alla gente a sognare, perché il sogno è potere, e il potere è solo per pochi.
Immaginate di avere dieci, cento, mille vite a vostra disposizione. Immaginate di poterle plasmare a vostro piacimento, di dilatarle fino a poterle godere nella loro interezza, dagli spensierati giorni della fanciullezza ai tiepidi e riflessivi momenti della prima senilità. Immaginate di essere in grado, ogni sera prima di addormentarvi, di decidere chi, come, quando, dove essere nel vostro sogno lucido, e percepire fin nei minimi dettagli questa nuova vita, che al vostro risveglio sembrerà più vera della realtà in cui vivete. Immaginate di poter godere di queste incredibili esperienze senza alcuna limitazione fisica, capaci di volare, respirare sott’acqua, viaggiare nello spazio profondo o nelle intercapedini degli atomi. Quale potere superiore a questo potrebbe mai esistere?
Ebbene era questo che io insegnavo, ed è questo che mi è stato portato via.
In principio non avevo la minima idea delle possibili conseguenze dei miei seminari. La gente che vi partecipava rimaneva subito entusiasta, come bambini dopo un giro sulla giostra, ma nel perfezionare la tecnica e nel dilatare sempre di più le esperienze oniriche, questa diventava anche, come dire… più consapevole. Il modo di sognare che insegnavo dava loro modo di sperimentare ogni aspetto della loro personalità, arrivando a conoscersi in modo assai profondo. Dopo un paio di settimane di sogni dilatati è infatti già possibile scoprire cose su di sé che nella vita normale si è in grado di conoscere solo attraverso decenni di ricerca spirituale.
Immaginate di avere l’esperienza di molte vite dentro di voi, una sorta di reincarnazione cosciente sperimentabile ogni notte, negli universi illimitati del vostro sonno profondo, un’illuminazione accelerata alla portata di tutti. Constatavo con sorpresa infatti che, chi prima e chi dopo (ma sempre nell’ordine di qualche giorno), i miei clienti raggiungevano un alto grado di consapevolezza interiore, nonostante le diverse potenzialità iniziali. Tutti quanti, una volta raggiunto il perfetto controllo della procedura, autolimitavano le loro esperienze oniriche, che usavano esclusivamente per una personale ricerca spirituale e mai per un banale appagamento emotivo.
Stavo facendo esattamente quello che avevo sempre sognato: un mestiere unico che faceva felice la gente. Perché mi è stato tolto? Perché sono entrati nel mio centro di formazione con un mandato di perquisizione accusandomi di spacciare droghe allucinogene da loro stessi impiantate? Perché ho dovuto lasciare la città, cambiare nome, documenti e faccia per evitare il carcere e forse anche qualcosa di peggio?
Perché non possono lasciare che la gente si risvegli. E il risveglio passa dal sogno… passa dalla conoscenza… passa dalla consapevolezza. Ma la mia missione è solo all’inizio…
Sentirete ancora parlare di me.

Immagine di Charles Huxley

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Raccontastorie, Narraleggende, Inventore di mondi, scrittore, fotografo, padre, blogger e giocatore di ruolo http://www.willoworld.net/

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