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IO ODIO LE PAROLE

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Sembrerà strano per chi mi conosce, ma io odio le parole. Le odio profondamente. Le rimuoverei completamente dalla nostra società. Le proibirei. “Da ora in avanti comunichiamo soltanto con i segni, gli abbracci, le strette di mano, o al limite con gli schiaffi ed i cazzotti, ma basta con le parole. Io che non posso fare a meno di scrivere, di raccontare, di parlare, vi dico adesso, SMETTIAMOLA!”

Perché? Semplice, perché le parole sono il più grande inganno del genere umano. Le parole sono palloncini vuoti, come disse un mio amico. Che ci facciamo con i palloncini vuoti? Al massimo li possiamo riempire d’aria, oppure li attacchiamo al rubinetto e ci facciamo dei bei gavettoni. Ma alla fine rimangono solo dei palloncini, involucri di gomma dalle forme più disparate, alcuni ci vedono qualcosa, altri ci vedono il contrario, li puoi gonfiare fino a farli esplodere, richiami un po’ di attenzione, poi tutti tornano ai loro affari, come se non fosse successo niente. Ed è vero, non è successo niente, si è solo rotto un palloncino.

Questa è la sensazione che provo quando leggo le notizie, quelle soggette alle leggi politiche e di mercato dei grandi giornali, e quelle indipendenti di chi sente il bisogno di sfogarsi. Mille palloncini colorati che otturano la rete ed i cervelli dei lettori. Fagocitiamo così tante parole che siamo diventati dei verri obesi, viscidi e golosi, non riusciamo a farne a meno, dobbiamo leggere, informarci, e poi rispondere, dire la nostra, scrivere, scrivere, scrivere, per sentirsi un po’ meglio, per ventilare. E dopo aver sputato a destra e a manca le nostre opinioni, ci chiediamo meravigliati come sia possibile che, malgrado così tanta gente la pensi come noi, niente mai cambi. Com’è possibile? Te lo dico io, perché coi palloncini non si cambia niente.

E poi c’è chi si offende per le parole. “Ohi, mi hai fatto male. Mi hai tirato un palloncino sulla testa.” Roba da non crederci! “Si, ma quello era un gavettone… adesso son tutto bagnato, devo andarmi a cambiare!!!” Rimango allibito, e nonostante tutto continuo a riversare parole…

Se ti regalo un palloncino, tu non apprezzi il palloncino in se, ma il gesto. È il gesto quello che davvero conta, non la parola, non il regalo. Concentriamoci più sui gesti che sulle parole. Le parole sono delle fottutissime bastarde, ingannevoli e puttane, stanno in piedi come marinai ubriachi, e non ti puoi mai fidar di loro.

Io odio le parole

Le odio dal profondo
Le bandirei dal mondo
Inutili e perverse
Uguali anche se diverse.

Io odio le parole

Le odio veramente
Ne ho tante nella mente
Vorrei poterle cancellare
E non doverle più ascoltare.

Io odio le parole

Ma ne sono circondato
Ormai mi hanno braccato
E perciò chiedo a voi tutti
Di starvene un po’ zitti!

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Raccontastorie, Narraleggende, Inventore di mondi, scrittore, fotografo, padre, blogger e giocatore di ruolo http://www.willoworld.net/

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