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ROSI E NIENT’ALTRO

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ROSI E NIENT’ALTRO di Bruno Magnolfi

Illustrazione di Giulia Tesoro

Avevamo trascorso un lungo periodo cercando lo scopo e le soluzioni da definire. La direzione strategica poi mi aveva assegnato a quella città del Nord, e di quei compagni iniziali con i quali avevo trascorso i primi tempi di clandestinità non avevo avuto più alcuna notizia. Eravamo tre adesso, e ci si era conosciuti nello snodo della metropolitana, un posto pieno di gente nella fascia oraria che avevamo pattuito. Si era finto di osservare con interesse una vetrina, guardandoci a lungo senza farci notare. Io ero l’unica donna. Abitavamo tre appartamenti differenti, e si era scelto di vedersi solo una volta a settimana, in luoghi e giorni sempre differenti. Quando iniziammo a spiare le mosse e le abitudini dell’obiettivo designato, ci vedemmo più spesso. In pubblico non parlavamo mai tra noi: ci scambiavamo furtivamente dei foglietti con su scritte le idee e le piccole personali decisioni. Tutto il resto ci arrivava nella cassetta per la posta con una scrittura in codice. Dei miei compagni conoscevo solo i nomi di battaglia: Frenchi e Lesli. Per me avevo scelto Rosi. In tutto quel periodo di solitudine forzata avevo iniziato a ripensare a tante cose: mi era preso anche il desiderio struggente di telefonare alla mia mamma, poi l’avevo cancellato. Spesso mi divertivo a ricordare i miei capricci da bambina. Non c’era mai un vero e proprio motivo per intestardirsi su qualcosa che desideravo per me o che volevo gli altri facessero. Era una prova a cui sottoponevo chi mi era vicino per misurare i loro sentimenti. Superata quella mi sentivo dolce e affettuosa con tutti. Forse non ero cambiata molto crescendo… continua…

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Raccontastorie, Narraleggende, Inventore di mondi, scrittore, fotografo, padre, blogger e giocatore di ruolo http://www.willoworld.net/

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